Il consigliere comunale di minoranza Antonio Necci (Medici per l’ambiente) e del direttivo del gruppo civico extra consiliare Idea Anagni, interviene in merito al sopralluogo della Marangoni avvenuto lo scorso 18 giugno.
Il dott. Necci punta il dito sull’assenza di Arpa Lazio e Asl e sulla presenza di persone che non avevano titolo a partecipare al sopralluogo. “Al sopralluogo della Marangoni per il riavvio dell’impianto, non solo le assenze ma anche alcune presenze potrebbero essere indizio di un tacito accordo? Ho appreso da articoli di stampa che lo scorso 18 giugno in occasione del sopralluogo per il riavvio dell’impianto della Marangoni, non erano presenti ARPA Lazio ed ASL due organi che avrebbero dovuto portare documenti fondamentali per la valutazione a livello regionale. Il sopralluogo invece è stato descritto come un’amena passeggiata all’interno del sito. Fatto incomprensibile e non condivisibile, considerato che dopo tale valutazione ci sarà un atto formale dal quale scaturirà il perfezionamento dell’autorizzazione al riavvio dell’inceneritore. Se le assenze di ARPA e ASL sono gravi, è altrettanto grave e inquietante la presenza di soggetti che non avevano titolo a partecipare e che invece sono stati ammessi all’interno dello stabilimento. Di questo sconcertante episodio chiederò conto agli organi dell’amministrazione Comunale di Anagni, cosi come chiederò copia del verbale della regione per conoscere la relazione che ha elaborato dopo l’ispezione. Un altro dubbio mi assilla: perché di tutto quell’infinito elenco di associazioni, vedi articolo di A. Ammanniti del 22-06-2019, presenti davanti ai cancelli della Marangoni nessuno ha fatto parola sulla presenza di un noto ingegnere di Anagni ammesso all’interno dell’impianto a quale titolo? Per conto di chi? Il permettere, anche a persone che non ricoprono alcun ruolo o incarico in seno all’amministrazione, di partecipare ad un evento formale quale mi sembra sia stato il sopralluogo alla Marangoni, spero vivamente non significhi che tutto è stato già deciso. Inoltre, il contrasto alla riapertura dell’impianto è apparso debole sia da parte dell’amministrazione comunale che degli altri soggetti che sono intervenuti nel procedimento. Invece che chiedere ossequiosamente la grazia, bisogna a mio avviso, diffidare gli organi competenti, al rilascio dell’autorizzazione per il riavvio dell’impianto, portando i dati ARPA LAZIO inviati in regione e al ministero nel 2012 e chiedere a tali enti di imporre obbligatoriamente la caratterizzazione del suolo, sottosuolo e falde come ho chiaramente esposto in Commissione ambiente il 12-06-2019. Un plauso al consigliere Ferretti che in un articolo pubblicato a suo nome qualche giorno fa, dopo la commissione ambiente si è allineato a tale proposta. Non risultano altre prese di posizione su tale proposta, estremamente incisiva, né dei colleghi presenti in commissione ambiente né di associazione ambientaliste locali. Mi dispiace dover affermare che così non si va da nessuna parte e l’impianto avrà le dovute autorizzazioni. Spero vivamente di sbagliarmi.” Anna Ammanniti
