(di Anna Ammanniti) Nella Valle dei Veleni si continua a morire di tumore, troppe persone si ammalano di cancro causato dall’inquinamento ambientale. C’è chi si ammala quando è ancora un feto ed inizia a fare la chemioterapia che ancora non è stato messo alla luce. Le mamme in alcune zone non possono allattare i propri neonati, il latte è inquinato. Non è una triste scena di un film horror, è la Valle del Sacco.
Abbiamo l’aria più inquinata di Italia, il suolo massacrato da discariche autorizzate e da quelle abusive. Nelle acque del Fiume Sacco scorre il veleno, grazie ai geni che hanno da sempre scaricato liquami tossici, rendendolo il fiume della morte. Ogni tanto questo film horror diventa avventuroso, vanno in scena gli incendi, va a fuoco una discarica, un impianto, un capannone. Passiamo alla fantascienza quando si parla di riaprire inceneritori in cui si bruceranno 48 tonnellate al giorno di pneumatici. Non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire, sembra quasi un film muto in cui forse si dovrebbe alzare il volume e far capire che queste attività non sono più tollerate in questo territorio! Ma ancora non soddisfatti trasmettiamo nella Valle del Sacco i rifiuti romani, si continua a riceverne a volontà, sopraelevando discariche sature, vedi Colfelice e Colle Fagiolara, ahimé per i quattrini cosa non si farebbe? Due discariche dal nome di Colli, (colline), come per farsi beffa della natura. Nascondiamo dietro i bei nomi, Colle addirittura Felice, il marciume, quello che ci ammala, che ci fa morire lentamente, che ci logora gli organi a volte così tanto in fretta da non avere il tempo di capire cosa sta succedendo, siamo la pattumiera del Lazio. I registi del film sono i signori del potere, che dimenticano troppo spesso che il popolo è spossato, stanco di assistere inerme, impossibilitato, con le mani legate, di fronte le malattie di un figlio, di una mamma, di un parente. Scendiamo nel tragicomico quando vogliono farci credere che va tutto bene. Ma allora in questa nostra terra tanto amata quanto disprezzata, cosa causa le malattie e le morti? Ogni volta che si incendia un capannone, un impianto fuoriesce del fumo nero, denso, irrespirabile, mortale, viene analizzato e valutato come aria pulita? Da dove sono generate le tante, troppe giovani morti ? Nella provincia di Frosinone c’è un grave problema da risolvere. Necessita di bonifica, necessita che tutti gli impianti che trattano materiale pericoloso vengano controllati costantemente dagli organi competenti. Nella Valle del Sacco si muore di tumore e le chemioterapie funzionano meno rispetto agli altri abitanti del Bel Paese, perché il nostro organismo non le recepisce come dovrebbe. Siamo condannati, vittime del potere di Dio Denaro. Ma tutto questo è sotto gli occhi di noi DEPRESSI che vediamo la realtà distorta. Viviamo nei film! Dopo l’ennesimo incendio, i risultati dicono che va tutto ok. I residenti hanno nausea, occhi doloranti, da giorni indossano la mascherina, non respirano, ma in realtà l’aria è bella, frizzante e pulita, nemmeno in Trentino Alto Adige si respira così bene. Si è incendiato un impianto di stoccaggio rifiuti speciali. Un enorme nuvola di fumo nero, denso, asfissiante, brutto e cattivo ha abbracciato tutto il cielo di Frosinone Scalo e centro storico, abbandonandosi anche nei Comuni limitrofi. Ha bruciato e brucia ancora, da tre giorni. Ieri i primi risultati su quello che è andato a fuoco ( materiale di cui non è dato sapere di cosa si tratta). Chi dice solo carta, beh chi di voi non ha mai avuto l’ardire di bruciare della carta ed essere inondato e soffocato da intenso fumo nero, appiccicoso che ti aggredisce la gola? Chi dice che c’erano anche un paio di balle di plastica, ma robetta poca eh, niente di che. Le analisi dicono che la diossina rientra nei valori tollerati. C’è però traccia di benzoapirene, ma niente di particolarmente pericoloso, tale per dichiarare un’emergenza ambientale. È solo un idrocarburo cancerogeno che attacca i polmoni. Valore 1.3 mg/m3, niente di preoccupante! Alla fine il valore ammesso è 1 di media annuale, quindi siamo lì. Nel 2016 abbiamo avuto una media annua di 3.1 il triplo del consentito, nel 2018 2.2, quindi ora tutto nella norma. Non creiamo allarmismo, eh! Non è successo quasi nulla! Non è morto nessuno, le analisi sono buone! Peccato però quel fumo così nero, così denso e quella puzza, irrespirabile, così pesante e quei disturbi respiratori, quel bruciore agli occhi, alla gola, gli asciugamani usati come filtri per respirare, ma non è successo niente! Siamo salvi! L’aria è pulita, non risulta nulla, se vedete ancora il fumo, non è niente, è solo il film cui sopra. Siamo i soliti ciociari irriverenti che si fanno venire i disturbi e i bruciori per niente. Siamo sopravvissuti no? Dobbiamo essere più umili e imparare a convivere con la nube tossica, d’altra parte se è fumo pulito di cosa dovremmo preoccuparci? Anna Ammanniti
