Nell’incontro organizzato ieri da Pride Lazio erano presenti alcuni dei relatori e dei sottoscrittori delle proposte di legge regionale. Dem e Grillini d’accordo per lavorare ad un testo condiviso
Pride non è solo parata. Anzi… la settimana che precede l’evento di sabato è ricca di appuntamenti, alcuni ricreativi e ludici, altri più seri e profondi. Quello di ieri, ad esempio, presso Terra Madrea a Frosinone, era un appuntamento davvero importante perché ha permesso di fare il punto sulle proposte di legge contro l’Omotransfobia presentate in sede Regione Lazio. Alla presenza del portavoce di Lazio Pride Fabrizio Marrazzo, i 4 esponenti del PD e dei 5Stelle, Sara Battisti, Marta Leonori, Loreto Marcelli e Gaia Pernarella, hanno “raccontato” il lungo lavoro sulle rispettive proposte di legge spiegandone i principi fondanti e le differenze, di fronte al Presidente del Consiglio Regionale, Mauro Buschini,e al consigliere Comunale PD, Angelo Pizzutelli. Al di là dei contenuti, infatti, la cosa più importante che è venuta fuori da questo convegno informale, è che i due partiti che, sommati, hanno la maggioranza assoluta in Regione, hanno come obiettivo finale quello di collaborare ad un testo unitario che porti finalmente anche il Lazio a riconoscere il reato di omotransfobia, ma anche iniziative formative specifiche per personale ospedaliero e Forze dell’Ordine, interventi culturali nelle scuole, normative ad hoc in materia di prestazioni sanitarie, ancor più possibili ora che con tutta probabilità dal primo luglio la Regione Lazio uscirà dal Commissariamento Sanitario. Tutti i presenti si sono detti pronti a lottare in Commissione Lavoro e Pari Opportunità per calendarizzare prima possibile la legge e lavorare ad un testo condiviso. Del resto mancando una legge nazionale sulla materia, sono le regioni ad essere chiamate a dotarsi di strumenti normativi specifici come hanno già fatto 7 regioni, più due che hanno delle normative non di rango legislativo ma comunque importanti. Il Lazio, al pari di Abruzzo, Sardegna, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Trentino, Veneto ed altre, non hanno alcuna regolamentazione di questa materia delicatissima che tocca tutti gli ambiti, legale, sanitario, sociale, culturale, formativo. L’incontro non è stato organizzato da Lazio Pride e Gay Help a caso, ma perché sono state proprio queste due strutture, forte del loro impegno pluriennale sul tema dei diritti LGBT+, a seguire passo passo i partiti nella sensibilizzazione sulla necessità di una legge contro l’Omotransfobia completa, e proprio dagli incontri organizzati con politici e amministratori sono scaturite le due proposte di legge, anzi tre, visto che ce n’è una terza presentata dalla sinistra. “I tempi non saranno brevissimi” -ha affermato Marcelli che fa parte proprio della Commissione che si occuperà del tema- prima si deve finire il lavoro sul Caporalato e imbastire quello sugli Asili Nido, subito dopo chiederemo assieme agli amici del PD al Presidente di Commissione, che già è informata, di passare al tema LGBT”. Sara Battisti, dopo aver ribadito lo sdegno per le dichiarazioni del Presidente del Consiglio Provinciale sul Pride, ha confermato la volontà di questa maggioranza regionale di portare a casa la legge che è l’unica che prevede anche impegni di spesa, perché “senza soldi stanziati i principi rimarrebbero sulla carta”. Marrazzo, Portavoce di Lazio Pride e Gay Help, ha evidenziato i numeri dell’attività di aiuto e supporto al mondo LGBT da parte della struttura che rappresenta e che, in tredici anni di vita, ha ricevuto richieste da 260 mila persone che chiedevano aiuto, da ragazzi cacciati di casa, a persone bullizzate, a uomini e donne maltrattati e segregati in casa fino anche a suicidi e omicidi con sfondo razziale-omofobico. Realtà che esistono anche a Frosinone, come specificato da Fabrizio Marrazzo che ricorda bene alcune storie particolarmente gravi avvenute nella provincia ciociara. Un grande aiuto in questo lavoro di supporto è venuto dalla creazione della chat anonima Speakly con la quale si è riusciti a raggiungere adolescenti che tramite telefono avevano problemi a chiedere aiuto perché controllati dai propri familiari. “Queste storie– ha commentato Roberta Cassetti del Collettivo Ugualmente e vice presidente di Agedo Frosinone- sono la risposta più chiara ai tanti che ci chiedono perché ancora abbiamo necessità di manifestare. Molti, invece di parlare sui social a caso, avrebbero fatto bene ad assistere a questa tavola rotonda interessantissima”. And. Tag.
