Anagni – Inceneritore Marangoni:” Esclusione del ministero, vizio procedurale”

Anna Ammanniti
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Si è svolto ieri un sit-in fuori i cancelli dell’impianto della Marangoni. L’azienda ha richiesto l’AIA per la riattivazione del termocombustore e ieri c’è stato il sopralluogo degli enti competenti.

Sul posto alcune centinaia di cittadini, la maggior parte rappresentanti di comitati per l’ambiente. Il consigliere Nello Di Giulio di Anagni Cambia Anagni: “Quando una protesta popolare, come quella contro l’ipotesi di riaccensione del termocombustore della Marangoni, si trascina per troppo tempo è facile che nelle persone subentri stanchezza, rassegnazione. Eppure alcune centinaia di cittadini, che ringrazio personalmente,  non hanno fatto mancare neanche il loro diretto grido d’allarme avverso la sciagurata ipotesi di ripresa di incenerimento di pneumatici fuori uso nello stabilimento di Via Anticolana, in ‘centro urbano’ periferico della città. Ieri è stato il giorno del sopralluogo finale per il rilascio dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) a seguito della determinazione regionale n. G  10636 del 27 07 2017 che ha chiuso, di fatto, positivamente il procedimento di rinnovo, incrementale fino 48 tonnellate al giorno (!), dell’autorizzazione già rilasciata nel 2001 per un trattamento di 36 tonnellate giornaliere e rinnovata nel 2006 con validità di dieci anni fino ad una capacità di combustione quotidiana di 39,5 tonnellate. Pochi gli spazi ancora a disposizione dopo la conferenza dei servizi chiusa il 7 aprile 2017 che ebbe respingere tutte le osservazioni presentate dal Comune e dalle associazioni. Eppure, con la condivisione di tutte le forze di maggioranza ed opposizione ed il sostegno delle associazioni, la delegazione comunale (Sindaco V/Sindaco e tecnici) hanno rappresentato tre principali filoni di contestazione -che AcA chiede di far valere all’occorrenza anche su altri tavoli-   che dovrebbero poter valere il rinvio / diniego della autorizzazione di riaccensione del termocombustore. Pur negli oggettivi i limiti di tempestività dell’opposizione dell’Ente, Anagni cambia Anagni condivide e sostiene con forza quest’opera di opposizione plurale se chiaramente finalizzata ad ulteriore sospensione e chiusura definitiva del pericoloso impianto che già tanti danni ha arrecato al territorio ed alla salute dei cittadini. La vetustà dei processi operativi non garantisce l’applicazione delle migliori tecnologie per l’abbattimento della emissione di sostanze mutageni propria della combustione dei PFU (Pneumatici Fuori Uso). L’ulteriore richiesta d’incremento dei volumi da trattare rimette, tra l’altro, in discussione anche la potenzialità termica complessiva dell’impianto gravemente sottovalutata già nelle precedenti autorizzazioni. Con la nostra massima determinazione sosterremo e faremo valere, inoltre, tutta la nostra contrarietà al processo decisionale della Regione (anche per il mancato ricorso al VIA),  senza tenere prioritariamente  conto che, a partire dal novembre 2016,  l’impianto in questione rientra in area SIN direttamente sottoposta alla responsabilità del Ministero dell’Ambiente chiamato ad approvare qualsiasi intervento e progetto, anche al di là di consuete procedure e Leggi esistenti.  Va da sé che la registrata esclusione del Ministero dell’Ambiente dal processo di autorizzazione in questione dovrebbe essere invocata come “vizio procedurale / sostanziale” sufficiente ad annullare un provvedimento gravemente assunto in difetto. Le istituzioni locali, gli eletti in assemblee regionali e parlamentari (ieri assenti) sono chiamati a tale impegno per difendere nei fatti il primario diritto alla salute dei cittadini, come riportato nella nostra Carta Costituzionale.” Intervento in merito alla vicenda anche di Fare verde Provincia di Frosinone: “La Valle del Sacco sembra colpita da una maledizione e non riesce a stare tranquilla nonostante i problemi per la qualità dell’aria, per l’inquinamento incancrenito, per la schiuma nel fiume Sacco, per l’insufficiente depurazione delle acque reflue civili e industriali e per quanto altro lo scibile umano riesca ad immaginare. Insomma in questo marasma che si traduce in vero attentato alla salute degli esseri umani come se nulla fosse si cerca di riavviare l’inceneritore della Marangoni per bruciare pneumatici fuori uso.Come dire al peggio non c’è mai fine nella classica rappresentazione che c’è tra il dire e il fare di un Governo del cambiamento che in provincia di Frosinone non sta cambiando nulla. La situazione drammatica della Valle del Sacco avrebbe dovuto spingere il Governo ad avocare a sé stesso ogni decisione sul sito SIN Valle del Sacco e invece è lo stesso Governo che lascia decidere ad altri come se il fatto non fosse il suo. Fare Verde non può rimanere in silenzio di fronte all’ennesima catastrofe annunciata per la qualità dell’aria e si appella al Ministro Costa chiedendogli di usare quel buonsenso che fino a questo momento è mancato. Caro Ministro, la riteniamo persona di buonsenso e allora le chiediamo di negare con tutte le sue forze la riaccensione dell’inceneritore Marangoni nel rispetto della vita. Fare Verde resta a Sua disposizione   ma non vuole contare i decessi per la pessima qualità dell’aria. Invece di bruciare gli pneumatici bisogna riciclarci attraverso i consorzi obbligatori per farne materia prima seconda. Attraverso la triturazione e con processi criogenici si ottiene materia prima seconda con cui realizzare. Superfici drenanti per campi di erba sintetica, condotte idriche e asfalti;  Superfici anti trauma per aree gioco e pavimentazioni sportivi;   Pavimentazioni anti sdrucciolo;   Isolanti;   Accessori per arredo urbano e stradale (dossi di rallentamento, cordoli, paletti);  Componenti per infrastrutture viarie, tranviarie e portuali (anti vibranti per rotaie; paracolpi per banchine);   Materassi per allevamenti;  Manufatti vari (componenti e accessori per auto; fasce e ruote piene per macchine industriali, per  pattini, per carriole; rivestimenti; suole per calzature e  articoli di cancelleria). Tutto in linea con le direttive Europee. Abbandonare l’incenerimento in tutta la provincia di Frosinone per migliorare la qualità dell’aria ed evitare il tristissimo fenomeno delle morte precoci oltre ad essere un obbligo civile e religioso è comunque un obbligo dettato dal codice penale perché l’omicidio resta pur sempre un crimine punito dalla legge ed è solo questione di tempo perché ogni assassino pagherà il suo crimine.” Anna Ammanniti
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