AGGIORNAMENTO Vallecorsa – Omicidio Capirchio, rito abbreviato per Cialei e figlio

Marina Mingarelli
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Allevatore ucciso e fatto a pezzi, rito abbreviato per Michele Cialei il pastore di 54 anni reo confesso dell’omicidio, e per il figlio Lorenzo di 20 anni che deve rispondere di vilipendio e soppressione di cadavere. L’udienza è stata fissata per il prossimo 24 giugno. Gli imputati saranno difesi dagli avvocati Camillo Irace del foro di Napoli e dall’avvocato Giampiero Vellucci.

La tragica vicenda, come si ricorderà ,risale al 24 ottobre del 2017 quando Armando Capirchio, allevatore di 59 anni di Vallecorsa dopo essersi recato al pascolo non fece più ritorno a casa. Le indagini avviate dai carabinieri portarono sul registro degli indagati Michele Cialei con il quale più volte era stato visto litigare con l’allevatore. Il corpo di Capirchio venne ritrovato cinque mesi dopo in un dirupo profondo sette metri in località Ambrifi in territorio di Lenola. Il cadavere era stato fatto a pezzi e chiuso in un due buste di plastica. Avendo raccolti elementi schiaccianti sul pastore i carabinieri fecero scattare l’arresto. L’uomo, che non aveva mai collaborato con a giustizia, dopo un anno di carcere è crollato confessando il delitto. Un omicidio che come movente aveva soltanto le ripetute liti a causa dello sconfinamento del bestiame di Capirchio sui suoi terreni. Tutto era scaturito da una discussione che era poi degenerata Cialei avrebbe ucciso Capirchio a colpi di pietra. Ad occultare il cadavere ci avrebbe pensato il figlio Lorenzo. Lunedì l’avvio del processo con il rito abbreviato. I familiari si sono costituiti parte civile tramite l’avvocato Filippo Misserville. Marina Mingarelli
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