Anagni – Solenne celebrazione della Festa della Repubblica (video)

Ettore Cesaritti
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Alle 18 di domenica 2 giugno, alla presenza delle istituzioni locali è stata celebrata una breve ma sentita cerimonia in piazza Cavour.

La Corona d’alloro, scortata dal Gonfalone del Comune, è stata deposta ai piedi del Monumento ai Caduti, in memoria di chi s’è sacrificato per la Patria. Ottima la colonna sonora affidata all’Ama del maestro Roberto Mattioli. Oltre ai comandanti dell’Arma dei Carabinieri (Cap. Meo e Mar. Crescenzi), della Guardia di Finanza (Lgt D’Onorio), della Polizia Locale (vice Roberto Necci), erano presenti il presidente provinciale Enasco (dott. Pierluigi Edgar Mollo), i vertici dell’ANC locale, la giunta quasi al completo e numerosi consiglieri comunali sia di maggioranza che di opposizione; tra i quali Gianluigi Ferretti, anche consigliere provinciale. La Corona è stata portata dai ragazzi del Radio Soccorso Anagni. Il sindaco Daniele Natalia: “Questo è il mio discorso per il 2 giugno in cui ho voluto rimarcare il forte legame tra questa data e la storia viva della nostra democrazia; tra questa data e la forza del nostro popolo di ricostruire il Paese ed affrontare le sfide future. Il 2 giugno 1946 il popolo italiano chiamato alle urne scelse formalmente il regime istituzionale dello Stato postbellico, ma di fatto scelse di incanalare il suo destino sulla strada della democrazia, della partecipazione, dell’espressione più alta della sua sovranità. L’Italia prostrata dalla guerra scelse la Repubblica per iniziare una nuova vita, per ricostruire il Paese e per cementare un legame comunitario che aveva rischiato di spezzarsi con la parentesi buia della guerra civile. Oggi il senso più alto della festa del 2 giugno si riscontra nella importanza di preservare l’identità nazionale e democratica del popolo italiano proiettato, nonostante la crisi, alle alte sfide del futuro prossimo. Se pensiamo alla scelta repubblicana dei nostri padri, se pensiamo alla volontà di costruire una società rinnovata, la nostra immaginazione ci porta a riflettere sul percorso di vita di una meravigliosa creatura mitologica: la fenice. La fenice infatti rinasce dalle proprie ceneri, proprio come fece l’Italia repubblicana del 1946 e nei lunghi anni della ricostruzione. Oggi, nel 2019, quando il senso delle Istituzioni e della comunità sembra perdersi, bisogna ricordare il 2 giugno 1946 come la malta con cui questa nostra nuova fase della storia nazionale è stata costruita e rafforzata. La democrazia, la sovranità popolare, la Costituzione del 1948, uno sguardo più attento al futuro delle giovani generazioni, la lungimiranza del “lungo periodo” sono tutti regali – che però assommano sulle nostre spalle anche enormi responsabilità – che la Repubblica ci ha donato. Sta a noi come cittadini, prima ancora che come uomini delle Istituzioni, essere degni di questo lascito giorno dopo giorno con il senso dello Stato, il senso della comunità ed il senso della misura soprattutto che ogni italiano dovrebbe avere nella sua vita  quotidiana, tanto nella sfera privata quanto in quella che in questo caso ci riguarda e cioè quella pubblica. Viva la Repubblica! Viva l’Italia!”. Jackal
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