Processo Morganti, chi ieri aveva sperato di poter ascoltare gli imputati, è rimasto deluso. Michel Fortuna, Mario Castagnacci, Franco Castagnacci e Paolo Palmisani tutti accusati di omicidio in concorso per aver causato la morte di Emanuele Morganti, un ragazzo di soli venti anni residente a Tecchiena, hanno fatto scena muta.
Tutti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Ma se Michel Fortuna in sede di interrogatorio aveva già deciso di tacere, gli altri erano stati ascoltati dal magistrato inquirente per ben tre volte. Nelle precedenti udienze si vociferava di una loro testimonianza in aula. Ieri invece c’è stato un ripensamento improvviso e gli imputati hanno deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. <Un comportamento certamente consentito dalla legge – ha dichiarato l’avvocato di parte civile Enrico Pavia – ma che è sintomatico circa il timore degli imputati di peggiorare dietro il fuoco di domande, la loro posizione>. Quella di ieri si può definire una udienza “lampo” in quanto è durata pochissimo tempo. Subito dopo la rinuncia degli imputati a parlare hanno sfilato alcuni testi dell’avvocato Marilena Colagiacomo che rappresenta Franco Castagnacci, l’unico degli imputati che ha beneficiato dei domiciliari. Ma si è trattato di testimonianze irrilevanti ai fini del processo. Nessuno sapeva o aveva visto nulla la sera in cui davanti al Mirò di Alatri Emanuele si trovava esanime nel parcheggio della piazza di Alatri. La prossima udienza è fissata per il 5 giugno. Mar. Ming.
