Frosinone – Ambulatorio veterinario dell’Asl sprovvisto di microchip, monta la protesta

Marina Mingarelli
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Da tempo il dipartimento della Asl veterinaria di Frosinone è sprovvisto di trasponder di identificazione anagrafica (microchip), questo significa che centinaia di cani randagi, affidati a privati cittadini e associazioni animaliste dai comuni del territorio ciociaro, non possono essere identificati e conseguentemente inseriti in anagrafe canina, come prevede la legge.

Un disservizio che come riferito dalla presidente dell’associazione animalista “Le code degli angeli” Francesca Miranda, si traduce anche nella mancanza di personale. E proprio martedì scorso, (giorno in cui l’Asl lo dedica alle associazioni), la donna che portava con sè ben dodici bestiole che dovevano essere adottate e quindi intestate ai nuovi proprietari, ha dovuto ritornare a casa con le “pive nel sacco” perchè nell’ambulatorio veterinario non solo mancano i microchip ma anche il personale. I cani che avevano trovato casa non hanno potuto essere registrati perchè non c’era nessuno che sbrigasse quelle pratiche. Una situazione che la signora Francesca Miranda ha fatto verbalizzare da un brigadiere della Guardia Forestale. Le associazioni presenti, proprio per la mancanza di personale, non hanno potuto effettuare i trasferimenti dei cani andati in adozione. Una cosa a detta della presidente “Le code degli angeli”, molto grave, perché i cani dati in adozione, sono ancora intestati alle associazioni che ne sono responsabili penalmente e civilmente. Inutile dire che il malfunzionamento del servizio veterinario pubblico ha sollevato un vespaio di polemiche. Anche perchè le associazioni a fianco di Comuni si trovano sempre in prima linea per combattere la piaga del randagismo. Mar. Ming,
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