(di Anna Ammanniti) Nella sesta puntata dell’inchiesta “Volevo i miei scarpini sporchi” il protagonista è Daniele Nori, preparatore dei portieri.

Per Daniele Nori, la causa per cui
in Italia non nascono più campioni è da ricondurre alla Federazione Calcio e alla nuova impostazione della scuola calcio dove si punta più ai numeri degli iscritti, che alla qualità del lavoro che poi verrà svolto.
“ Ad esempio se provate a chiedere a un bambino di 7/ 8 anni qual è l’interno o l’esterno del piede non sanno nemmeno di cosa parliamo, quindi come pretendiamo di insegnar loro la tecnica di base, cosa che non si insegna più? Questo è il problema principale, poi le società puntano a prendere soldi dagli iscritti e spendere poco per gli istruttori e se tu paghi poco un istruttore sicuramente non è qualificato e se lo è, non è all’altezza della situazione e il risultato è pessimo! Pagare poco significa avere uno scarso risultato, ma le società ormai sono fabbriche di soldi per gli addetti ai lavori (presidenti, direttori e dirigenti) per questo ha preso piede il genitore che paga per far giocare i figli. Perché ci sono società che per soldi promettono di far sbarcare il lunario al proprio figlio, ma di vero non c’è nulla! E il genitore che di calcio non ne sa niente, perché da giovane sarà stato un giocatore amatoriale che per il “famoso crociato rotto” non ha sfondato in serie A, adesso si fa prendere in giro da questi presidenti, direttori e faccendieri di questo calcio alla deriva.
Parliamo dell’esasperazione da parte delle società per il risultato: non si insegna più a saper perdere per poi imparare a vincere, ma si insegna a non perdere mai! Per non perdere mai si arriva a compromessi e spendere soldi, ci sono ragazzi di 12 anni che oggi hanno il procuratore, ci sono società d’elite romane che fanno fare i direttori a ragazzi di appena 30 anni. Ragazzi che il calcio non lo hanno mai praticato e ora si atteggiano a scopritori di talenti, a 30 anni ne devono mangiare di polvere prima di parlare! Ma la colpa è dei genitori che ci cascano con tutte le scarpe!”
Anna Ammanniti