Svelato il mistero degli organi spariti ed appartenuti alla povera Serena Mollicone. La zona pelvica e parte del fondoschiena che, secondo alcune fonti stampa, sarebbe sparite nel nulla in realtà, come si apprende da fonti investigative dell’epoca, a causa di una mal conservazione sarebbero andati deteriorati.
A raccontare i fatti è un investigatore dell’epoca. “Gli organi di Serena Mollicone, l’intera zona pelvica e parte del fondoschiena, non sono spariti ma purtroppo resi inutilizzabili da una mal conservazione. In realtà questo aspetto è cosa nota a tutti, sia investigatori che avvocati di indagati e parte civile, da quasi due anni. Da quando cioè il medico legale, la dottoressa Cristina Cattaneo ha consegnato la perizia che racchiude l’esito delle indagini tanatologiche effettuate sul corpo della povera Serena, una volta riesumato. La perizia è stata resa pubblica sin dalle ore successive alla consegna”. La consegna della relazione da parte della dottoressa Cattaneo è avvenuta nel novembre del 2017 ed era nota alle parti. La mancanza degli organi però non ha compromesso l’attività investigativa che si è conclusa nei giorni scorsi ed ha consentito alla Procura di chiedere il rinvio a giudizio per l’ex maresciallo Franco Mottola, la moglie Anna Maria, il figlio Marco – tutti accusati di omicidio volontario ed occultamento di cadavere – del luogotenente Vincenzo Quadrale accusa di concorso morale esterno in omicidio ed istigazione al suicidio nei confronti del brigadiere Santino Tuzi e per l’appuntato Francesco Suprano accusato di favoreggiamento. Nella prima fase delle indagini ad effettuare l’autopsia era stata la dottoressa Antonella Conticelli, lo stesso medico legale che ha asportato gli organi e una volta terminati gli accertamenti, li ha consegnati in Procura. Nelle settimane successive la stessa magistratura ha nominato un altro medico legale e dei resti della povera Serena non è stato possibile salvare nulla. Ang. Nic.
