Nel ricorso presentato dal Governo, lo Stato afferma chiaramente che non vi è alcuna copertura finanziaria per la realizzazione di un hub e parla addirittura della violazione degli articoli 81 e 120 della Costituzione.
Il provvedimento della Regione Lazio: “Al fine di migliorare ed ottimizzare i servizi di assistenza sanitaria nei confronti della popolazione, con particolare riguardo alla situazione emergenziale che insiste nell’area del Comune di Anagni, è disposta l’autorizzazione di spesa pari a 100.000,00 euro per l’anno 2019 e a 200.000,00 euro per ciascuna delle annualità 2020 e 2021, nell’ambito della voce di spesa denominata “Spese per la realizzazione di hub per la gestione di situazioni di emergenza sanitaria” Il Governo dice che la norma è in contrasto con le competenze del Commissario ad acta per il Piano di rientro che adotta la rete ospedaliera anche ai sensi del Decreto Minesteriale 70 del 2015. La norma viola il principio di leale collaborazione dell’art. 120 della Costituzione. Si rilevano anche profili di contrasto con l’articolo 81 della Costituzione, atteso che la disposizione determina minori entrate sul bilancio regionale sanitario, prive di copertura finanziaria. Il 29 marzo scorso si è svolto ad Anagni un convegno in cui si è discusso di sanità. E’ intervenuto il consigliere regionale, nonchè capo gruppo Pd Mauro Buschini. Ha parlato della realizzazione di un hub, presente al convegno anche altri due consiglieri regionali, Sara Battisti (Pd) e Loreto Marcelli (M5S). Nessuno dei tre era a conoscenza del ricorso presentato dal Governo contro la realizzazione di questo hub? Ad Anagni nell’ultimo anno si è passati alla guerra delle sigle: PPI, PAT, HUB, per concludere che il cittadino resta ancora una volta al palo: niente servizio di assistenza sanitaria legata all’emergenza e all’urgenza, ma soltanto l’ennessima vana propaganda elettorale. Anna Ammanniti
