Secondo la leggenda Dio Saturno fu il creatore della città di Anagni. Sua figlia Cerere, dea della nascita, della terra e della fertilità insegnò agli uomini a coltivare i campi. A lei ad Anagni è stato dedicato un monumento, Porta Cerere, situata alla fine di corso Vittorio Emanuele.

Porta Cerere costituisce un ingresso
privilegiato per la città, con il travertino in bugnato che decora sia l’interno che l’esterno del monumento, due colonne sostengono un architrave al centro della quale campeggia lo
stemma di Anagni con l’aquila che afferra il leone, le chiavi pontificie e il manto imperiale.
La Porta fu ricostruita prima nel XVI secolo e poi nel 1800. In una lapide posta sopra, sono riportati i versi della
Divina Commedia che descrivono lo Schiaffo di Anagni. Il consigliere comunale di minoranza
Valeriano Tasca evidenza lo stato di degrado in cui versa attualmente Porta Cerere:
“Intervenire immediatamente sulla storica Porta Cerere. Versa in una condizione vergognosa e nel pieno degrado, altro che decoro! Ma veramente pensavate che bastava mettere due vasi di fiori per valorizzare il monumento? Veramente pensate di andare avanti con frasi tipo “chi è contro il decoro è contro Anagni”, quando uno vi fa notare che spendere 2800 euro per i fiori è una scemenza assoluta? Pensate ad impiegare bene i soldi dei cittadini. Porta Cerere è al buio, nemmeno più i faretti che la illuminavano funzionano, piena di erbacce nella parte superiore e con ancora le luminarie di Natale. Porta Cerere è una delle attrazioni turistiche della città, eppure versa in uno stato di abbandono vergognoso. Si può intervenire immediatamente senza bisogno di esaltarsi per mirabolanti piani di rilancio del centro storico. Se volete poi rilanciarlo, cominciate a tenerlo pulito!”
Anna Ammanniti