Cassino – Quell’arroganza politica che danneggia i cittadini

Angela Nicoletti
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(di Angela Nicoletti) Tre indagini giudiziarie di grande spessore. E non solo a livello investigativo ma anche mediatico. Indagati eccellenti che, seppur da dietro il palcoscenico, dettano il copione agli inesperti attori o aspiranti candidati. Come fedeli guerrieri dell’Isis hanno indossato una cintura carica di tritolo pronti ad immolarsi in nome del loro dio (la lettera maiuscola mi sembrerebbe un’offesa a Nostro Signore).

Perché le oramai prossime elezioni comunali di Cassino sono piene di inneschi nascosti (ma neanche poi tanto) e cadere nella buca sbagliata è cosa facile. Nonostante questo quadro poco confortante, però, l’arroganza, l’incapacità, la maleducazione e la spavalderia, regnano sovrane. Nessuno degli schieramenti pronti a scendere in campo ha fatto tesoro degli errori e delle scelte scellerate del passato. E nessuno ha fatto tesoro di quanto accade a Roma, nella giunta Raggi (il presidente del Consiglio comunale arrestato per corruzione e l’assessore allo sport indagato per lo stesso reato) o a Palermo dove 96 persone sono finite sotto indagine per ‘voto di scambio’. A Cassino si persevera nell’inciucio, nella falsa promessa e nel fare lo ‘scalpo’ al candidato onesto, quello non manovrabile, quello che conosce le scale della Procura e del tribunale solo per questioni lavorative. Perché i politici onesti continuano a lavorare nonostante gli incarichi. Perché altro modo per far crescere e studiare i figli non conoscono. Nicola Ottaviani, sindaco di Frosinone ed avvocato, convoca i consigli comunali alla sera. Dopo aver trascorso la mattina in aula e il pomeriggio a studio. Antonello Velardi, sindaco di Marcianise, giornalista e caporedattore de Il Mattino, convoca consigli comunali e giunte dopo le 23. Dopo che ha chiuso le pagine e inviato la prima in stampa. Ecco questo dovrebbe essere l’essenza del vero politico. Colui che onestamente guadagna uno stipendio e mette a disposizione della collettività la propria esperienza, le proprie capacità. Per il bene della città che governa e per il sano sviluppo dell’economia. A Cassino le parole ‘sviluppo ed economia’ vengono tradotte dagli schieramenti politici in: “spartizione di poltrone e sparizione dei fondi”. E non lo dico io, giornalista scomoda e poco amata dai colletti bianchi. Lo dicono le indagini delle forze dell’ordine. Lo dice il divario economico tra le fasce deboli e quelle del ‘reddito che non si dichiara’. A Cassino si passa dal troppo povero o troppo ricco, anche se non lavori. Nel mezzo vivono quelli che campano alla giornata. Con la carne che si compra ogni venti giorni e le bollette che si rateizzano. Quelli che non fanno aperitivi e pizze nel fine settimana e che camminano a piedi per risparmiare. Cari candidati, liberi o manovrati che siate, il destino di 40mila abitanti e nelle vostre mani. Aprite la mente, gli occhi ed il cuore per una volta. Liberare Cassino dalle spartizioni di potere sarebbe come tornare alla luce dopo gli anni bui, tremendi e indimenticabili del dopo guerra. La storia purtroppo non si cambia. Ma si può rimuovere lo stallo in cui siamo sprofondati a causa di una classe politica ingorda e senza scrupoli.
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