Vallecorsa – Omicidio Capirchio, Terenzio Cialei per la terza volta si avvale della facoltà di non rispondere

Irene Mizzoni
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Terenzio Cialei, il figlio di Michele, il pastore accusato dell’omicidio dell’allevatore Armando Capirchio, non vuole parlare. Per la terza volta, davanti al magistrato dr. Misiti si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Il ragazzo è accusato di vilipendo ed occultamento di cadavere. Secondo gli elementi raccolti dalla Procura l’indagato avrebbe aiutato a distruggere il corpo dell’allevatore di Vallecorsa e a trasportarlo in quel dirupo in territorio di Lenola.  Ieri mattina, il giovane di venti anni, accompagnato dal suo legale di fiducia Giampiero Vellucci non ha voluto rendere al pubblico ministero alcuna dichiarazione. Adesso gli atti passeranno al giudice per le udienze preliminari. Il corpo di Armando Capirchio venne ritrovato dopo cinque mesi dalla sua scomparsa, avvenuta il 23 ottobre del 2017. Il corpo era stato fatto a pezzi e chiuso in due buste. Data la zona così impervia l’omicida aveva pensato che nessuno sarebbe mai arrivato fino a quella voragine così profonda. Ma Cialei aveva fatto un passo falso. Gli investigatori avevano iniziato le ricerche in quel posto dopo che avevano saputo che poco distante da quel posto si trovava un appezzamento di terreno di proprietà di un parente del pastore. Mar.Ming.
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