San Donato – Si attende l’esito dell’autopsia su Ferent Patrasc

Francesca Merolle
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Investe un uomo a terra convinto che fosse un cinghiale, lungo la strada regionale 509, all’altezza del cimitero comunale. Il tragico episodio è avvenuto nella serata di sabato scorso, intorno alle 22.

Si chiamava Ferent Patrasc ed era un pastore di origini romene, da anni residente nel Comune di Gallinaro. Viveva con la sua compagna, anche se il resto della famiglia si trova in Romania. Ad investirlo è stato Benito Colarossi, 76enne di Settefrati molto conosciuto nel territorio valligiano. I Carabinieri della Stazione di San Donato Valcomino, insieme ai colleghi della Compania di Sora, coordinati dal Colonnello Fabio Cagnazzo, una volta individuata l’auto, un’Alfa Romeo 147 di colore bianco alla quale mancava una parte del paraurti anteriore, poco dopo la mezzanotte di sabato si sono recati direttamente presso l’abitazione del 76enne. L’uomo, che ora si trova agli arresti domiciliari, deve rispondere del reato di omicidio stradale e dell’accusa di fuga, con l’aggravante del tasso alcolemico pari a 0,55. Benito Colarossi andrà al processo per direttissima mercoledì prossimo nel tribunale di Cassino. Questa mattina invece, è stato effettuato l’esame autoptico sulla salma del pastore romeno presso l’obitorio dell’ospedale Santa Scolastica di Cassino e si attende l’esito degli esami. Nel frattempo però, secondo alcune testimonianze e tramite i rilievi da parte dei militari operanti, si fa sempre più concreta l’ipotesi che Ferent Patrasc, nel terribile momento dell’impatto, fosse già accasciato a terra, forse per un malore, lungo un tratto stradale completamente al buio. Si attendono ulteriori aggiornamenti su una drammatica vicenda che ha lasciato la comunità valligiana letteralmente sotto choc e tra mille interrogativi. Caterina Paglia
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