Ragazzina di 14 anni stuprata dall’amico di famiglia, colpo di scena in aula.
L’uomo, un 49enne residente a Torre Cajetani, che a seguito di tali fatti era stato arrestato, ammettendo le proprie colpe, ha chiesto al giudice di voler risarcire la vittima. Davanti al giudice ha chiesto soltanto del tempo per racimolare il denaro necessario. Per tale motivo il giudice ha spostato l’udienza al prossimo 29 marzo. “Prendiamo atto della volontà dell’imputato – ha dichiarato l’avvocato Giampiero Vellucci che insieme al collega Riccardo Masecchia rappresenta i familiari della vittima– ma il danno arrecato è troppo pesante per essere risarcibile. L’imputato ha tolto alla giovane assistita il sogno di avere il suo primo rapporto sessuale scaturito da un atto d’amore“. Secondo i legali l’uomo starebbe cercando la clemenza della Corte. Ammettendo le proprie colpe e chiedendo di voler risarcire la vittima il giudice potrebbe configurare in questo atteggiamento delle attenuanti. La squallida vicenda risale al settembre scorso, quando l’uomo che godeva la fiducia dei genitori, stava riportando la 14enne a casa sua. Ma invece di proseguire lungo la strada del ritorno, si era infilato con la macchina in una zona isolata. Ed era stato proprio a quel punto che aveva violentato la ragazzina. La vittima aveva cercato come aveva potuto di divincolarsi ma l’uomo che era molto più forte di lei l’aveva immobilizzata e struprata. Da alcune informazioni trapelate sembra che il <caro amico di famiglia > l’abbia costretta ad avere anche rapporti contro natura. Ieri mattina in aula erano presenti anche i genitori della ragazzina. Loro vogliono soltanto che sia fatta giustizia e che la figlia possa dimenticare al più presto una esperienza così dolorosa che potrebbe segnarla per tutta la vita. Marina Mingarelli
