È successo nel mese di gennaio scorso, un 32enne italiano residente ad Anagni si è introdotto con una scusa in casa della giovane donna e incurante della presenza dei figli, l’ha aggredita. La Polizia di Stato ha arrestato l’uomo per violenza sessuale e violazione di domicilio.
Il fatto è accaduto in un paese dei Monti Ernici, i bambini terrorizzati e piangenti hanno assistito alla violenza, la donna ha denunciato l’episodio agli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico. In sinergia con la Squadra Mobile sono scattavate tempestivamente le indagini. Le audizioni protette dei minori con personale specializzato della 2ª Sezione – Reati contro la persona, in danno dei minori e reati sessuali – e del Direttore Tecnico Superiore Psicologo dr.ssa Cristina Pagliarosi, hanno permesso di ricostruire uno scenario “sconcertante”. Ieri si è giunti all’epilogo della triste vicenda, con l’applicazione degli arresti domiciliari per l’uomo, per il ““concreto e rilevante pericolo di reiterazione dei delitti della stessa specie”. Gli agenti della Squadra Mobile e della Squadra Volante della Questura di Frosinone hanno dato esecuzione all’ordinanza della misura cautelare personale degli arresti domiciliari, emessa dal Tribunale di Frosinone. A motivare l’emissione del provvedimento le gravissime condotte poste in essere dall’uomo nei confronti di una giovane madre, incurante della presenza dei figli di lei. Nel mondo una donna su tre conosce da vicino la violenza. In Italia la maggioranza degli stupri è opera del partner, è severamente vietato chiamarlo amore, la violenza sessuale può essere causa di morte e menomazione. Ogni 60 ore vengono tragicamente registrati dalle forze dell’ordine casi di botte, maltrattamenti, soprusi, stupri, fino a tragedie impensabili. Gli autori delle violenze più gravi, sia fisiche sia sessuali, sono prevalentemente i partner attuali o gli ex partner. Si tratta di una terribile piaga sociale e purtroppo le cose non stanno migliorando granché. Sì aumentano leggermente le condanne, ma la violenza sulle donne è stabile e ancora molto diffusa, la percentuale di chi denuncia è bassa e solo per la metà degli iscritti in procura si avvia un’azione penale. (foto web) Anna Ammanniti
