Area contigua sì o no? E’ un dibattito che va avanti da mesi e non tutte le parti sono chiare.
Arrivati a questo punto, piuttosto delicato, le Associazioni “Salviamo l’Orso onlus” e “Orso and Friends”, hanno pensato bene di fare chiarezza, invitando all’istituzione di un’area contigua regolamentata da una perimetrazione ragionevole, affinché i cacciatori residenti possano tornare a svolgere l’attività nel proprio territorio. Si tratta della richiesta inoltrata alla Regione e ai Sindaci realmente interessati della Valle di Comino che oggi si sono riuniti. Ad essa si aggiunge un appello indirizzato, sempre dalle due Associazioni, al Presidente del Pnalm Antonio Carrara, al quale si chiedono investimenti nel rilancio dell’immagine e delle attività dell’Ente nel versante laziale. In sostanza, la proposta è quella di migliorare la promozione turistica del Parco e, allo stesso tempo, di garantire una stagione venatoria regolamentata per i cacciatori del posto. “Il Consigliere Ciacciarelli di Forza Italia – spiegano in una nota le due Associazioni – nella sua ultima interrogazione presentata in Consiglio regionale ha dato il meglio di sé nel tentare di giustificare l’interessata opposizione delle Aziende Faunistico Venatorie di fronte all’inevitabile istituzione dell’area contigua in Valle di Comino e nei territori confinanti con il versante laziale del PNALM. Peccato però che sia caduto nel ridicolo quando ha descritto “orde di cinghiali” che assediavano i Comuni di Picinisco o Settefrati, per poi fare riferimento ad “un incidente avvenuto nel Cassinate” e nel Parco di Veio a Roma nord, quasi per giustificare le sue fosche previsioni. Poteva, a questo punto, far riferimento anche ad un paio di avvistamenti e investimenti avvenuti in provincia di Chieti in Abruzzo! Al di là di tutto, va invece ricordato che l’ultima sentenza del Consiglio di Stato mette un punto fermo in tutta questa vicenda e impone alla regione Lazio l’istituzione dell’Area Contigua , cosi come dispone la legge 394 e cosi come hanno già fatto le Regioni Abruzzo e Molise. Così, Invece di tentar di cambiare le carte in tavola o arroccarsi in una battaglia persa come quella a difesa delle AFV, o come qualche Sindaco continua a fare, sarebbe meglio seguire il consiglio di Riccardo Frattaroli, primo cittadino di Settefrati che in tale diatriba ha sempre lamentato il fatto che i colleghi della Valle di Comino non abbiano ancora presentato istanze per dipanare i dubbi e le perplessità emerse durante il primo incontro tenutosi ad Atina lo scorso gennaio, con il Parco e i funzionari regionali della Direzione Ambiente. Uno degli indirizzi della norma – concludono Orso and Friends e Salviamo l’Orso – è che l’attività venatoria venga svolta dai residenti dei Comuni del Parco, dove i cacciatori locali sono anche chiamati a controllare queste terre. In tal senso, ribadiamo che l’Area contigua avrà un ruolo rilevante per rinnovare la collaborazione tra associazioni ambientaliste e cacciatori residenti, entrambi fruitori del territorio, interessati a proteggerlo e valorizzarlo, non dimenticando il turismo escursionistico e naturalistico”. Una richiesta ben chiara e presentata a grande voce dalle due associazioni che puntano alla tutela del versante laziale del Parco e al suo rilancio, attraverso un rapporto sinergico tra enti, aziende, amministratori e cacciatori. Caterina Paglia
