Anagni – Pista Ciclabile, interrogazione del consigliere Nello Di Giulio

Anna Ammanniti
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L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Daniele Natalia, ha risposto all’avviso della Regione Lazio ”Manifestazione d’interesse per la realizzazione di piste ciclabili sul territorio regionale”  (Det.  G1482 del 20 11 2018) con delibera di Giunta  n. 32 del 12 02 2019.

La Giunta ha approvato  il “progetto di fattibilità tecnico economica per la realizzazione di una pista ciclabile di collegamento tra la Stazione Ferroviaria ed il Villaggio di  San Bartolomeo di 1800 metri al costo di unmilione e duecentomila euro.  Il Gruppo consiliare di “Anagni cambia Anagni” non condivide tale scelta  in quanto non coerente verso gli obiettivi di carattere culturale, ambientali e di sviluppo economico propri dell’opera pubblica, nonché per  il costo stimato di gran lunga superiore ai costi standard di opere similari. La Pista Ciclabile è stata individuata dall’amministrazione comunale tra la zona di San Bartolomeo e la stazione ferroviaria, un territorio comunemente noto per essere attraversato da fitta nebbia mattutina e serale e incluso nel Sito di Interesse Nazionale. Investire denaro pubblico, circa un milione e duecentomila euro, è una bella scommessa, soprattutto nell’ottica dello sviluppo turistico culturale sportivo, ma la zona lascia perplessi. Di seguito l’interrogazione al Sindaco presentata dal consigliere Nello Di Giulio “Considerando Che l’importanza delle somme impegnate nell’opera pubblica obbliga a perseguire la migliore scelta funzionale e strategica in grado di soddisfare i presupposti dell’intervento regionale e conseguire, come in premessa, la “promozione turistica ed ambientale del patrimonio culturale e naturalistico”  in linea con il D.M. 30711/1999 di riferimento; considerando il costo di massima stimato per metro lineare appare di gran lunga superiore ai “costi standard” pubblicati per opere similari; la qualità dell’aria, l’ambiente ed il paesaggio sono aspetti fondamentali al pari delle potenzialità sinergiche a forme di sviluppo economico che va dal turismo esperenziale, a quello storico cultura le ed enogastronomico da sviluppare in parallelo all’offerta del nostro centro storico; l’intera opera rientrerebbe all’interno del perimetro S.I.N. (sito di interesse nazionale per il disinquinamento); il Borgo San Bartolomeo e l’area della Stazione Ferroviaria necessitano tuttora, oltre la suddetta riqualificazione ambientale, di servizi pubblici (rete idrica/fognaria nel Borgo ed aree parcheggio al servizio dei pendolari presso la stazione) sicuramente prioritari rispetto ad un collegamento ciclabile, appare  chiaro che per conseguire i criteri dell’investimento necessiti conoscere e considerare il nostro territorio nelle sue articolate caratteristiche paesaggistiche, ambientali,  storiche, culturali e di  principale vocazione realtà territoriali naturalmente più vocate. L’intera area di occidente con  paesaggio ancora di pregio, ricca di testimonianze storiche di età Ernica- Romana e Medievale, dotata di giacimenti paieontologici di primordine,  di corsi d’acqua e bacini lacuali, della presenza di “Dimore Storiche” in promozione nel relativo circuito turistico regionale, nonché di un prossimo auspicato awio del centro info-turistico-commerclale della XII Comunità Montana con funzione di hub per  il territorio circostante. Parte dell’area nord-occidentale attraversata dalla Anagni – Acuto già frequentata da anni da centinaia di cicloamatori, podisti e runners,  che accede ad aree naturali protette attraversate dall’importante ciclabile che va dall’oasi naturalistica del Lago di Canterno fino all’area Prenestina. Area orientale caratterizzata da una lunga storia agricola e molitoria con testimonianze  e tradizioni culturali da salvaguardare, attraversata da un bel tratto di Via Francigena  e con una propensione alla quartierizzazione in grado di attivare ospitalità ed attività commerciali di prossimità. Per tutto questo chiedo al sindaco risposte in aula consiliare su  quante e quali valutazioni alternative sono state esaminate  prima di arrivare all’opinabile progetto in delibera Giunta, nonché  disponibilità a riconsiderare metodo e definizione per una scelta più congeniale agli obiettivi dell’invstimento dell’importante somma di pubblico denaro. Un migliore accreditamento qualitativo verso la Regione Lazio per accedere al cofinanziamento e la massimizzazione del ritorno di sviluppo economico, sociale e culturale per  l’intera Città dovranno essere gli elementi di base nel’riconsiderare  la scelta frettolosamente  deliberata.” Anna Ammanniti
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