Riceviamo e pubblichiamo lettera a firma di Massimiliano Baldassari, presidente di Biomedica Foscama.
“A volte la realtà, supera la fantasia, quasi un luogo comune. Eppure no! Nell’epoca della decantata volontà di tutelare la Pmi Italiana, i suoi territori sofferenti, i suoi lavoratori, la sua storia, si narrano fatti come quello che segue: Sono il Presidente della Biomedica Foscama Group spa, una realtà industriale Romana nata nel 2009 ed operante nell’Industria farmaceutica di nicchia, nelle malattie epatiche e nelle terapie iniettabili. Nell’anno 2010, rileviamo in affitto di ramo d’azienda da una multinazionale Brasiliana il sito (in fase di dismissione) di produzione in Ferentino (FR), conosciuto da oltre 50 anni per la produzione di sterili dedicati ad importanti aree chemioterapiche. (leader del settore per la produzione del glutatione)potente disintossicante impiegato in tantissime patologie, (90 addetti) oltre indotto. Con enormi difficoltà stante la peculiarità del contratto di fitto e l’area di lavoro che limitava gli investimenti, impieghiamo comunque risorse per oltre 5 milioni di euro e garantiamo la gestione e sviluppo. Nel frattempo la vecchia società fallisce, e tra vari ricorsi revoche del fallimento, nuova pronuncia della Suprema corte, la procedura dura sino ad oggi. Si quasi 9 anni! e milioni versati alla procedura, gestita da sempre tramite l’Avv.to Massimo Diana del foro di Frosinone. Nonostante le nostre decine di comunicazioni sulla peculiarità del sito, rimaste lettera morta, l’unica moratoria sono stati i rinnovi del contratto ottenuti con mortificanti proroghe, che di fatto hanno paralizzato qualsiasi investimento integrativo, nonostante la nostra Azienda sia stata aggiudicataria di un bando del Mise per 4 milioni, non si sono potuti infatti realizzare i lavori, perché nessuna garanzia di concluderli è stata fornita dalla procedura, che pure si è avvalsa nel tempo, di decine di consulenti! Periti, Professori ed incarichi costanti nel tempo, richieste di ATP, perizie pluriennali! Siamo a luglio 2018, in trepida attesa per il bando che ci avrebbe visto titolari del diritto di prelazione e pronti ad investire definitivamente nella struttura da lì a pochi mesi. Ma del tutto inaspettatamente arriva la lettera del Curatore per la restituzione del sito. A nulla sono valsi i nostri appelli tecnici, le nostre istanze le nostre lettere, le nostre segnalazioni, rimbalzate contro il muro di gomma! I nostri dialoghi con il Giudice Delegato e la schiera di “legali e tecnici”, ai quali segnalavamo l’impossibilità per una procedura fallimentare, di cimentarsi anche solo per pochi mesi, in una gestione d’impresa, (farmaceutica), fatto già strano stante il lunghissimo lasso di tempo trascorso. A nulla sono valsi i nostri appelli e la nostra disponibilità, messa nero su bianco, a proseguire la gestione sino alla definizione dell’Asta ed alla sua aggiudicazione al miglior offerente, garantendo anche necessari ed urgenti interventi prescritti dall’Aifa. Per tutta risposta veniamo sottoposti a vessazioni di tutti i tipi! “rigorosamente sotto l’egida” (leggi cecità), della necessità dell’ufficio fallimentare di rientrare in possesso del sito, con motivazioni secretate! Ed azioni al confine della realtà, il tutto culminato con un ricorso d’urgenza, ed una ordinanza, poi definita consiglio, dal Giudice Delegato, del 9 ottobre 2018, dove a fronte di un nostro rilascio dell’attività, sarebbe stata bandita l’asta in 60gg! e la nostra azienda garantita da un diritto di opzione. In quel frangente temporale la procedura si è assunta l’onere di gestire il sito in esercizio provvisorio !! Garantendo la continuità anche lavorativa! Bene oggi 18 febbraio 2019 dopo quattro mesi, la situazione è la seguente: il sito è stato prima sospeso, poi la procedura, non avendo garantito alcunché nemmeno la base di attività prevista di Farmacovigilanza, l’Aifa il 17 dicembre 2018, ha ordinato per questo motivo il ritiro dei lotti dal mercato del poco prodotto ancora disponibile! Con il risultato che migliaia di pazienti oncologici sono rimasti senza terapia! 85 famiglie sono a casa in cigs, di cui oggi forse fruiscono della prima rata, nessuna, nemmeno l’ombra di qualsiasi gestione, nonostante la nomina di un gestore, un Commercialista di Frosinone, (che in realtà non conosceva nemmeno il significato di A.i.c autorizzazione all’immissione in commercio di specialità farmaceutiche), nominato come da lui stesso ammesso in tutta fretta dal Tribunale e senza spiegazione alcuna. Abbiamo invano deprecato da cassandre gli accadimenti, senza essere creduti o ascoltati. Un plotone schierato! Nessuna notizia del bando d’asta, ma solo udienze di ammissione almeno dei nostri crediti, ovviamente per ora respinte con modalità e spiegazioni degne di non menzione. Oggi alcune languide prese di posizione dei politici locali a tutela dei lavoratori, che tranne miracoli non rivedranno il posto di lavoro. Dove sono finite le sigle sindacali? “Il silenzio delle Autorità locali è quasi assordante” Con un colpo solo si uccidono due aziende! Si vanificano anni di lavoro, si calpestano i più elementari diritti, ed il buon senso. Un sito che non potrà riprendere la sua attività per mesi e che ogni giorno che passa muore un po’ di più e sicuramente sarà e verrà ci aspettiamo, intrappolato nelle morse del bando! Tutto ciò era stato previsto e segnalato anche all’Autorità Giudiziaria di Frosinone e a tutti gli organi di procedura. Siamo ancora qui, non capiamo, non possiamo, non dobbiamo, non vogliamo pensare che l’Italia il nostro grande paese, distrugga in nome di una non ben nota e Chiara legalità e “procedura” un pezzo indissolubile del suo essere! A chiunque ne abbia interesse la nostra disponibilità”. (Fonte comunicato stampa)
