Anagni – I giovani guardano con fiducia alla “nuova” agricoltura

Alessandro Andrelli
3 MIn Lettura
Ormai è un dato certo: i nipoti iniziano a lavorare le terre dei nonni, consapevoli e speranzosi. Un fenomeno in crescita, sul territorio della città dei papi.

Grazie all’apertura supportata dal sapere, alla consapevolezza di un futuro impegnativo ma certo, i giovani scelgono il ritorno alla terra. Un dato confortato dai numeri di BancAnagni, che conferma l’avvio di rapporti con aziende agricole rinnovate o addirittura di nuova iscrizione. Un bene per la collettività, e per la stessa Valle del Sacco, che dice basta alla fama di “terra dei veleni” per tornare alla sua antica vocazione. La floridezza dell’antica Anagni, che non per nulla presenta al suo ingresso Nord la maestosa Porta Cerere, veniva decantata dagli antichi scrittori, e il fatto che papi ed imperatori la scegliessero come residenza non sempre secondaria, avvalora la sua fama. L’agricoltura, settore primario, è diventata però la Cenerentola delle attività dell’uomo. La rivoluzione industriale, con stipendi interessanti e coperture insperate (cassa integrazione in primis), dopo anni di effimera ricchezza è ridotta ai minimi termini, sicuramente corresponsabile anche della fine delle arti e dell’artigianato. Invece del principe azzurro e della carrozza nata dalla zucca, c’è voluto il ceffone della crisi e delle difficoltà, per far rinsavire i cittadini che man mano prendono coscienza della nuova realtà. La nuova tecnologia, e macchinari di agevole utilizzo, sostengono la volontà di fare, ed accanto alle coltivazioni non mancano buoni esempi di allevamento e produzione. La domenica dedicata a S. Antonio Abate, a Tufano, ha visto sfilare centinaia di automezzi agricoli, alcuni guidati da giovanissimi. Lavorare la terra non è più un ripiego, una cosa di cui vergognarsi, tutt’altro. La vera “economia circolare” può essere realizzata in agricoltura, la bioeconomia supportata da biotecnologia; con la reimmissione nel ciclo biologico delle materie, senza produzione di scarti, e quei pochi considerati risorsa. Il ministro Giammarco Centinaio, titolare del Dicastero all’Agricoltura, sembra intenzionato ad incrementare il suo settore agevolando imprese e produzione, e facendo rispettare la qualità di prodotti italiani. Un compito arduo, che lo obbliga talvolta a prese di posizione coraggiose ed estreme con i suoi stessi colleghi. “L’agricoltura offre opportunità di lavoro e futuro ai giovani – sostiene Centinaio – e rappresenta la vera eccellenza nazionale”. E sul ritorno alla terra “Molto spesso non sono soltanto figli di agricoltori che decidono di intraprendere questa strada perché i giovani, grazie agli studi e a una grande apertura mentale, si rendono conto del potenziale che offre il territorio”. Jackal
Condividi questo articolo
Nessun commento