La Cassazione ha depositato le motivazioni della sentenza dell’11 settembre del 2018, con la quale Franco Fiorito è stato condannato per peculato, ad una pena di due anni, undici mesi e quindici giorni di reclusione.
Nell’ultimo grado di giudizio, l’ex presidente del gruppo consiliare “Popolo della libertà” del Consiglio regionale del Lazio, Franco Fiorito è stato condannato per peculato continuato. Ecco le motivazioni pubblicate dalla Cassazione. “I Giudici hanno accertato la responsabilità dell’imputato, in relazione alle ripetute operazioni di bonifico bancario disposte da un conto corrente intestato al predetto gruppo consiliare regionale, dove confluivano i contributi riconosciuti al gruppo ai sensi dell’art. 3-bis della legge regionale n. 6 del 15 marzo 1973, su conti personali a lui intestati ed accesi anche presso banche estere, nonché attraverso pagamenti per spese personali effettuati a mezzo di bonifici bancari, assegni bancari, carte bancomat o prelievi in contanti, per un complessivo ammontare di euro 1.457.970,89 dalla Corte d’appello precisato, nella motivazione della pronuncia impugnata, in misura pari alla somma di euro 1.200.784,00; inoltre mediante l’utilizzo, in via esclusiva e per finalità private, di beni (due autovetture intestate al predetto gruppo consiliare ed acquistate con provviste derivanti da un conto corrente bancario ad esso intestato presso l’istituto Unicredit) rientranti nella sua disponibilità per effetto della su indicata qualità soggettiva, dei quali acquistava la proprietà, senza pagarne il prezzo, con un atto di vendita concluso il giorno successivo alla destituzione dal suo incarico di presidente del gruppo consiliare regionale. Dalla disamina della documentazione bancaria inerente alla movimentazione del su indicato conto corrente n. 401372093 – intestato al gruppo consiliare denominato “Popolo della Libertà” – è emerso che l’imputato ha disposto n. 634 bonifici nazionali per l’importo di euro 2.702.670,00, quarantasei dei quali – dell’importo di euro 755.046,20 – erano in favore di conti correnti personali con l’indicazione della causale riconducibile all’art. 8 della legge regionale n. 14/98 cit. (causale pertinente, di contro, unicamente all’altro conto corrente), ed altri cinquantaquattro venivano disposti all’estero per l’importo complessivo di euro 399,482,40 in favore di conti correnti bancari spagnoli intestati all’imputato, sempre riportandovi la medesima causale.” Anna Ammanniti
