(di Anna Ammanniti) Nell’intervista Stefano Scerrato spiega innanzitutto che la società Credit-On svolge lo stesso servizio in altri Comuni. Un servizio istituito per rispettare tutti quei cittadini che puntualmente pagano le imposte tasse tariffe con scrupolo e senso civico e che troppo spesso pagano i servizi anche a coloro che puntualmente evitano i loro doveri di contribuenti.
Un servizio di recupero crediti, che se incagliati da diversi anni alterano i risultati del bilancio comunale. “lnfatti, il bilancio comunale è composto anche di residui attivi sui quali il Comune programma le spese. Se i residui attivi non vengono o non possono essere riscossi il bilancio comunale è “inquinato”. Questo servizio serve innanzitutto ad incassare crediti ed anche a certificare quelli cosiddetti “inesigibili” che debbono essere cancellati dal bilancio comunale. Infatti è solo a seguito di certificazione rilasciata da società autorizzata (come Credit-On) è possibile cancellarlo; altrimenti la procedura si presterebbe ad abusi facilmente immaginabili, potendo stralciare senza motivo i crediti degli “amici” o dei “parenti”. Era stato richiesto il servizio di Credi On sia per questa finalità che per altre. “L’altra finalità era quella di evidenziare eventuali disservizi da parte di Equitalia. È successo spesso che Equitalia (ora Agenzia entrate riscossione) non registri i trasferimenti di residenza, non registri le morti, e continui notificare cartelle di pagamento che non sono esigibili. Tutto senza comunicare nulla all’ente di provenienza. E’ successo che diversi Comuni facendo causa ad Equitalia per tutti gli incassi mancati derivanti dai loro disservizi abbiano incassato diversi milioni di euro. Emblematico il caso di Ciampino che ha incassato oltre 10 milioni di euro da Equitalia, a titolo di risarcimento “. L’ex Capo della Ragioneria Scerrato aveva preso spunto, tra gli altri, dal Comune di San Cesareo, che ha istituito prima del comune di Anagni lo stesso tipo di servizio, con la stessa società, adottando la stessa procedura. Nell’affidamento non aveva avuto alcun sospetto di illegittimità o di illegalità, perché era un servizio già svolto. “Ho fatto tutte le verifiche preliminari per vedere se questo tipo di procedura fosse corretta o no. Quindi la proposi sia al sindaco Bassetta che all’assessore Tagliaboschi, che furono d’accordo. La Credit-On, che si era presentata con una semplice lettera, tenne un convegno al Comune, al quale partecipò il personale interessato, il sindaco, l’assessore e il segretario comunale. Non ci fu nessun sotterfugio e nessuno pensò mai di doversi nascondere per affidare un servizio in maniera illecita. Mi sembra che il contratto con Credit On avesse la durata di un anno, ma seppure fosse durato oltre il costo carico del Comune sarebbe stato sempre lo stesso, perché il loro compenso era calcolato sul totale delle pratiche sospese e sull’incasso. Il calcolo, seppure stimato, è stato calcolato molto sotto la soglia dei 40 mila euro che permette l’affidamento diretto. Ed infatti mmi risulta che il Comune a fine lavoro abbia speso circa 26 mila euro.” Questo l’aspetto tecnico della vicenda, una questione però che ha scosso parecchio il funzionario anche da altri punti di vista. “Quello che mi ha dato molto fastidio, è che questo tipo di polemica sia stata montata ed alimentata da un giornale che poi non ha minimamente tenuto in considerazione l’archiviazione e l’evolversi della vicenda. Sono stato messo a tutta pagina sulla cronaca del Comune di Anagni come un rinviato a giudizio, quando non c’è stato mai nessun rinvio a giudizio! C’è stato solo un avviso di conclusione delle indagini, a seguito del quale ho dovuto nominare un legale difensore per tutelare i miei interessi, con il consenso del Comune per la tutela legale obbligatoria. Ma non c’è stato nessun rinvio a giudizio. Altrimenti sarebbe seguito un processo, che io non ho subito! Il fatto è stato archiviato perché “non sussistono fatti rilevanti”. Non è emerso alcun elemento, né da un punto di vista morale, né da un punto di vista legale, che sia in qualche modo sanzionabile e censurabile! Ma questa è solo la prima cosa che mi ha dato molto fastidio e per questo oggi faccio volentieri l’intervista. Perché il giornale che ha pubblicato a tutta pagina l’inesistente rinvio a giudizio, non ha nemmeno avuto la decenza di mettere un trafiletto sull’evolversi successivo della vicenda, così come invece avete fatto voi, di cui vi ringrazio. L’altro elemento che vorrei mettere in luce è che normalmente l’esposto lo presenta l’uomo della strada, cioè la persona che, non conoscendo le leggi, si affida alla Procura della Repubblica, o comunque alla Giustizia, ai Magistrati, per verificare se un comportamento sia illecito oppure no. È quindi uno strumento che giustamente si fornisce a una persona “debole” per vedere tutelati i propri interessi, oppure quello che lui pensa siano tali. Che l’esposto lo faccia un avvocato (Natalia) e che sia amplificato da un altro avvocato (De Luca), è quanto meno singolare! Perché sono loro che dovrebbero dirci se la procedura sia stata corretta oppure no; non sono loro che dovrebbero chiederlo al Magistrato. Avrebbero semplicemente dovuto saperlo! E, fatto ancor più grave, da loro stessi non è uscita una parola, per dire: <Siamo contenti che sia risultato tutto regolare; siamo contenti che sia tutto a posto>. Al contrario l’avvocato De Luca con interrogazioni al sindaco ed articoli sulla stampa locale, ha paventato più volte delle illegittimità e delle grosse irregolarità nella gestione del servizio, che si sono rilevate assolutamente infondate. Ha amplificato l’esposto dal punto di vista mediatico. E’ andato anche lui sui giornali ad alimentare nei cittadini il dubbio che questo fosse un appalto illecito e che, di conseguenza, il sottoscritto fosse un colluso o corrotto. Un’ultima considerazione: io spero che tutti coloro che si sono occupati della vicenda specialmente dal punto di vista mediatico, quindi soprattutto i giornalisti, abbiano conservato tutte le ricevute di pagamento degli ultimi anni, perché altrimenti potrebbe sembrare che abbiano strumentalizzato ed utilizzato il giornale sul quale scrivono per nascondere il loro mancato pagamento di tributi a favore del comune di Anagni. Tra l’altro, questa è una delle criticità che ho cercato di eliminare con questo tipo di servizio. Infatti l’Ufficio tributi di qualsiasi Comune, soprattutto quando per anni è composto dalle stesse persone, è uno degli Uffici a maggior rischio di corruzione. Anche ad Anagni la circostanza è stata segnalata dal Responsabile dell’Anticorruzione, anche su mia sollecitazione. Nonostante questo, la rotazione non è avvenuta, con il rischio che alcune pratiche vengano accantonate o vengano “scarsamente seguite”. Di tutto questo non è mai emerso nulla e mi ha fatto piacere poter parlare con lei di questa cosa oggi. Pensavo che la vicenda fosse ormai conclusa ma ho visto che la polemica è ancora accesa nel web. Ho setto anche sui social che il giornalista che mi aveva messo in prima pagina, continua ancora a dire che la vicenda non è chiusa. Se si digitano le parole Credit On e Anagni fino a qualche giorno fa usciva ancora l’articolo che mi definiva “rinviato a giudizio” (non hanno nemmeno avuto la decenza di ritirarlo). Per me la vicenda è finalmente chiusa. Sicuro i aver agito correttamente ho richiesto di essere interrogato dal Magistrato, al quale ho presentato la memoria. Anche grazie all’ottimo lavoro portato avanti dal mio legale di fiducia il procedimento è stato archiviato. Ho anche dovuto rispondere alla Guardia di Finanza alla sezione tutelai della finanza pubblica, per un procedimento aperto dalla Corte dei Conti sulla stessa questione. Ho speso tanto tempo su questa vicenda, perché poi vengono mille dubbi; perché pur avendo operato in buona fede, si può sempre sbagliare. Quindi ho impiegato tempo per studiare, approfondire, verificare. Tempo che ho dovuto togliere alla famiglia, al lavoro e alle altre cose che mi piace fare,solo per poter rispondere a una questione che si è rilevata una bolla di sapone! Ho querelato il giornale che aveva pubblicato una notizia non vera, quella del rinvio a giudizio. Mi ha creato difficoltà anche a livello familiare ed ha danneggiato la mia immagine. Non essendo mai stato rinviato a giudizio ed essendo stato archiviato il procedimento, e mi aspettavo una rettifica da parte del giornale, rettifica che non è mai arrivata.” “Dietro di me c’è anche la vicenda personale dell’ex assessore Aurelio Tagliaboschi, che mi ha sempre difeso e sostenuto, e lo ringrazio per questo. Non ha avuto mai dubbi sulla legittimità del mio operato. Non mi sono mai sentito solo e anche lui si è accollato l’onere di sopportare questa questione mediatica, che ha colpito anche lui direttamente anche dal punto di vista politico. Ringrazio anche il sindaco Fausto Bassetta, persona integerrima, che ringrazio per l’opportunità che mi ha dato di lavorare in un Comune prestigioso come Anagni. Con lui ho lavorato in assoluta tranquillità; non mi è mai stata chiesta una forzatura all’interno della gestione amministrativa. Una persona correttissima, che ho avuto l’opportunità di conoscere solo in occasione della mia attività all’interno del Comune. Capisco quindi che possa aver avuto qualche dubbio sulla legittimità del mio operato. Anche questo è stato un elemento mi ha amareggiato perché mi sento una persona profondamente onesta.” “Ho fatto politica, so quanto può essere acceso il dibattito, perché anch’io l’ho portato avanti in maniera aggressiva, ma sempre nei confronti degli altri politici. Un esposto del genere colpisce esclusivamente il funzionario, non ha un valore politico, è un attacco diretto alla macchina amministrativa e quindi alle persone che hanno agito in nome e per conto del Comune, non al Sindaco, non all’Assessore competente. Un atto del genere, solamente per avere la popolarità e la visibilità del momento su un giornale locale, mette in grossa difficoltà il funzionario che viene coinvolto”! “Quell’esposto è stato fatto per rappresentare e difendere quella parte di cittadini di Anagni che non paga quanto dovuto e che, di fatto, riceve i servizi a sbafo, perché ci sono altri cittadini che pagano regolarmente. Non mi risulta che al Comune di Anagni siano mai venute persone a chiedere chiarimenti o a presentare rimostranze su come è stato gestito il servizio, se non quelle che strumentalmente, volevano continuare a non pagare e le cui proteste sono risultate infondate. Non avrei esitato cinque minuti a revocare l’affidamento se fosse emerso che la società gestiva il servizio in maniera approssimativa. Al contrario, è emerso che la Credit On ha agito con professionalità eseguendo verifiche puntuali e, soprattutto, agendo nei termini contrattuali. Sembra, purtroppo, che la rendicontazione fornita dalla società non venga utilizzata dal comune di Anagni, e questo è un danno. Perché il Comune non sta sfruttando una parte dei servizi forniti (e pagati), che permetterebbero di migliorare il bilancio comunale e la gestione delle entrate. Se così fosse, si tratterebbe di danno erariale. “Un messaggio che vorrei inviare a chi, seppure indirettamente, ha voluto danneggiarmi, è che prima di compiere certe azioni e mettere per iscritto certe affermazioni, bisogna documentarsi attentamente, anche per evitare di fare figure poco professionali in relazione alle attività che si svolgono. Certi atteggiamenti, anche con la complicità di qualche giornalista compiacente e, forse, non del tutto disinteressato, possono far apparire qualche giorno sulla stampa, ma possono creare problemi per mesi o per anni a persone che lavorano seriamente e con senso del dovere.” Si aspetta delle scuse? “Avrebbero dovuto farle prima di essere arrivati a questo punto. Potrebbero farle anche adesso, ma sono fuori tempo massimo!” Anna Ammanniti
