L’amore per il proprio paese, i cittadini e la famiglia sono da sempre le pietre miliari che ben caratterizzano il senso civico.
E’ in questi termini che il caro Vincenzo Capoccia è stato celebrato domenica mattina durante l’intitolazione ufficiale del Centro Sociale Anziani in Corso Gallio che ha presieduto per anni, con amore e grande spirito di iniziativa.
Venuto a mancare nei mesi scorsi, il Consigliere di Opposizione per il gruppo Alvito Bello, aveva un obiettivo ben preciso: far crescere Alvito, un piccolo borgo dotato di grandi
potenzialità. Vincenzo era ambizioso per la sua terra e lottava quotidianamente per il bene comune che, ovviamente, comprendeva la sua famiglia, la moglie Gerardina, i figli Samuele e Daniele, la madre Norma e il padre Filippo. La sua perdita ha rappresentato un grave dolore per tutti gli alvitani che lo conoscevano. Eppure da oggi tutti avranno la possibilità di fermarsi al Centro Sociale Anziani intitolato a Vincenzo Capoccia per conversare, vivere un piacevole momento di aggregazione e ricordare, di tanto in tanto, quel caro amico che voleva migliorare il suo paese. Nel corso della cerimonia di domenica scorsa non sono mancati momenti di grande commozione, soprattutto durante un toccante discorso letto dal figlio Daniele.
Poi la benedizione da parte di Don Alberto Mariani sulla lapide e le parole del sindaco Duilio Martini e di Paola Iacobone, consigliere capogruppo di Alvito Bello, accompagnati dalle note suonate dalla Banda città di Alvito. Questa intitolazione non è affatto casuale e deve, invece, secondo il pensiero di Vincenzo, essere un’occasione per riflettere e far muovere il territorio di Alvito. “Era il nostro tabaccaio e amico della porta accanto – ha sottolineato il parroco Don Alberto -. A lui chiedevamo una ricarica telefonica. Oggi invece, chiediamo a Vincenzo una ricarica di gioia che sappia riempire i nostri cuori”. Un abbraccio forte va a Gerardina, Samuele, Daniele, Norma e Filippo.
Caterina Paglia
