Il 2018 per FCA Cassino si è chiuso con un calo, in termini di volumi prodotti, più prolungato del previsto che desta alcune preoccupazioni. Sono state prodotte 28.546 Alfa Romeo Giulia (- 41,1% rispetto al 2017) e 39.782 Stelvio (- 28,3%) e i volumi di Giulietta si sono attestati a circa 30.826 vetture mantenendo di fatto gli stessi livelli del 2017. Il piano di investimenti per gli stabilimenti di 5 miliardi entro il 2021, la definizione delle allocazioni produttive dei nuovi modelli, dei restyling, delle motorizzazioni, dello sviluppo della guida autonoma e della connettività digitale, offriva risposte molto positive, anche se permangono alcuni aspetti critici, ma certamente faceva intravedere l’obiettivo della piena occupazione entro la durata del nuovo piano.
“Allo stabilimento di Cassino – hanno spiegato dall Fim-Cisl – il piano triennale assegnava lo sviluppo del piccolo Suv di casa Maserati sviluppato su piattaforma Giorgio e alle produzioni Alfa Romeo affiancava il D-Suv di Maserati, un modello che strategicamente garantiva numeri più elevati degli attuali della casa del tridente determinando un impatto occupazionale sullo stabilimento di Cassino, non solo recuperando le attuali “dissaturazioni” ma anche incrementando gli l’attuale forza lavoro. Se era presumibile la sua produzione verso la seconda parte del 2020, era altresì indispensabile che il processo di restyling e di ibridizzazione degli attuali modelli Giulia e Stelvio venisse implementato in tempi brevi per dare un ulteriore slancio commerciale ai modelli Alfa Romeo. Questo lo scenario in cui eravamo prima dell’introduzione della cosiddetta ecotassa, inserita nella legge di Bilancio, che purtroppo ha prodotto i suoi primi effetti non sull’ambiente ma sul piano triennale di 5 mld di investimenti di FCA annunciato lo scorso 30 novembre. L’amministratore delegato di FCA Mike Manley – hanno aggiunto – ha da poco annunciato la revisione del piano di investimenti nel nostro Paese segnalando che lo scenario è cambiato. Il Governo con l’ecotassa ha cambiato i presupposti su cui era stato costruito, tra l’altro non risolvendo i problemi ambientali, favorendo solo i produttori esteri. Da tempo come sindacato abbiamo incalzato FCA sulla necessità di accelerare la transizione verso l’elettrico: ora che avevamo raggiunto un’intesa con Fca, il Governo sta rischiando di far saltare tutto. Il governo deve immediatamente ritornare sui propri passi e rivedere un provvedimento sciagurato che rischia di distruggere la nostra industria dell’auto e con essa migliaia di posti di lavoro. Il governo deve capire che la transizione verso l’elettrico è da gestire in maniera graduale investendo nell’ecosistema, infrastrutture per garantire occupazione e una mobilità sostenibile per la salute e l’ambiente. Così come è stata scritta “l’ecotassa” è un suicidio di Stato dell’industria automobilistica italiana. È necessario alla luce della dichiarazione dell’AD Manley – hanno concluso – fare subito un incontro con i vertici di Fca per avere chiarezza sul piano quinquennale e relative assegnazioni produttive stabilimento per stabilimento. Non si possono far ricadere sui lavoratori e sull’ambiente le insipienze della politica. Se così non fosse la nostra risposta arriverà sotto Palazzo Chigi con tutti i lavoratori di FCA”.
