Il caso di Marina Arduini scomparsa dalla sua abitazione il 19 febbraio del 2007 arriva definitivamente al capolinea. Nei gironi scorsi i il giudice per le indagini preliminari Ida Logoluso ha accolto la richiesta di archiviazione per Angelo Cappella, l’imprenditore di 51 anni residente a Boville Ernica, unico indagato nell’inchiesta.
L’uomo, che si è sempre dichiarato estraneo alla vicenda, era finito sul registro degli indagati per l’ipotesi di reato di sequestro di persona ed omicidio. Ma le indagini portate avanti dal difensore, l’avvocato Giampiero Vellucci, hanno dimostrato la sua estraneità ai fatti che gli erano stati contestati. A cominciare dal fatto che il giorno della scomparsa di Marina, il cellulare dell’uomo e quello della 39enne, avevano agganciato celle telefoniche diverse. Segno questo che i due non si trovavano insieme. Dunque esce di scena definitivamente l’uomo che era stato indicato come un potenziale responsabile nella scomparsa della commercialista. Gli ultimi elementi acquisiti dalla procura hanno dato esito negativo. Si trattava di esaminare su due cadaveri che non erano stati ancora identificati e per i quali erano state richieste delle comparazioni proprio per accertare se si potesse trattare del corpo di Marina Arduini. Ma le analisi portate avanti in tal senso hanno accertato che si trattava di due soggetti maschili. Inutile dire che questa archiviazione ha lasciato l’amaro in bocca ai familiari che hanno sperato fino alla fine di poter almeno ritrovare il corpo della povera Marina per darle una degna sepoltura. Mar. Ming.
