Dopo la Banca chiude il Consultorio familiare e la Guardia Medica, punti di riferimento per l’intera Valle di Comino. Una strana coincidenza sulla quale, in questi giorni, stanno disquisendo utenti, residenti e dipendenti.
La crisi avanza, è vero, ma alcuni tagli andrebbero valutati anche all’interno dello studio di un professionista: un contabile o uno psichiatra. Detto ciò, va sottolineato che due fondamentali postazioni, insieme ad alcune attività commerciali, negli ultimi anni hanno chiuso i battenti. La reazione tra i cittadini non si è fatta attendere e, a dire la sua, in rappresentanza della cittadinanza, ci ha pensato il Comitato Alvito Bello. “Purtroppo, la chiusura dello storico Consultorio – spiegano da Alvito Bello – rientra in un piano stabilito dalla Asl provinciale, e come al solito, quando si dispongono tagli alla spesa pubblica (soprattutto per la sanità e i servizi sociali), le prime ad essere penalizzate sono sempre le piccole comunità, come la nostra. Va detto che Alvito Bello aveva inserito, già nel programma elettorale del 2016, la difesa del Consultorio da tagli e chiusure che si preannunciavano. Ci dispiace, ancora una volta, constatare il silenzio assoluto dell’Amministrazione Comunale, esattamente come accadde lo scorso anno, quando a chiudere i battenti fu la filiale della Banca. Ancora oggi siamo in attesa di quel famoso bancomat promesso. Una promessa non mantenuta. Governare un paese non significa soltanto presenziare agli eventi pubblici, bensì rendersi portavoce delle istanze della propria comunità, soprattutto quando si è chiamati a contrastare decisioni prese dall’alto che appaiono inappellabili”. In sostanza, il Comitato Cittadino Alvito Bello, invita il sindaco Duilio Martini e l’intera Amministrazione Comunale a battersi per servizi pubblici storici e radicati da tempo nel centro di Alvito. Caterina Paglia
