Giovedì scorso si è svolto presso la Sala della Ragione il Consiglio comunale per discutere di variazioni e debiti fuori bilancio.
Una seduta consiliare molto vivace che ha visto momenti di tensione tra maggioranza e minoranza, soprattutto quando si è trattato di analizzare i costi relativi alla politica e altre voci di bilancio. Di seguito l’intervista al consigliere di minoranza Sandra Tagliaboschi. Durante l’ultima seduta del Consiglio comunale, giovedì scorso, lei è stata particolarmente battagliera e critica nei confronti della maggioranza. Cosa l’ha indispettita in particolare? Sono molto delusa dai comportamenti che la maggioranza assume in una sede istituzionale quale è il Consiglio comunale. In particolare non apprezzo il clima da stadio, o da bar, che riescono a creare. Durante i lavori e gli interventi della opposizione, In Consiglio gli esponenti di maggioranza ridono, deridono, scherzano, sono poco attenti e superficiali. Non c’è rispetto. Non accetto, inoltre che il sindaco abbia definito “frustrati” noi consiglieri della minoranza, sostenendo che in questo ruolo non riusciamo a fare politica. E’ una affermazione molto grave, tanto più se proviene da chi è reduce da quattro anni di opposizione: si va in Consiglio per senso di dovere, per lavorare a favore della città a prescindere da quale parte si siede, non per sfogare le proprie presunte frustrazioni. Non è stata tenera neanche con il presidente del Consiglio, Giuseppe De Luca. Cosa gli rimprovera? In base all’art. 7 del regolamento sul funzionamento del Consiglio comunale, che stabilisce i compiti del presidente dell’assemblea, De Luca dovrebbe rappresentare tutto il Consiglio, tutelarne la dignità e garantirne le corrette funzioni. Non mi sembra che assolva in pieno la sua carica, a cominciare dal fatto che non legge le delibere da votare, le dà “per lette” come se avesse fretta di chiudere i lavori. Al presidente De Luca dico che onestà, trasparenza e democrazia richiedono ben altri comportamenti. La premessa della delibera è parte integrante dell’atto, si deve sapere cosa esattamente si va a votare, debbono esserne al corrente anche i cittadini che seguono il Consiglio. Ricordo che il presidente del Consiglio comunale percepisce un’indennità di molto superiore a quella degli assessori, non può avere sempre fretta di tornare a casa, ma deve mettere in condizione tutti i consiglieri di conoscere a fondo le delibere. Non si può, come ha fatto il sindaco Natalia, dare informazioni dettagliate sui contenuti degli atti deliberativi su Facebook e non parlarne in Consiglio. Il sindaco Natalia l’ha anche invitata a stare zitta, dicendo – anche in questo caso sui social – che lei parla troppo. Rispondo come ho risposto sui social. Non sono io che parlo troppo, sono troppi quelli non parlano mai e sono in Consiglio comunale soltanto a fare le belle statuine. In questo Consiglio si è parlato di Bilancio. E’ anche critica nei confronti dell’assessore al ramo, Carlo Marino? Ancora una volta l’assessore Marino ha dimostrato di essere impreparato e superficiale. E’ alquanto inusuale che in queste occasioni non sia l’assessore al Bilancio a relazionare sul Bilancio. In sede di Commissione lo ha fatto il funzionario, in Consiglio ha relazionato il Sindaco giustificando l’assessore perché influenzato. Mi dispiace che stesse male, ma siccome ha deciso di non stare a casa a curarsi e di essere presente in Consiglio, avrebbe dovuto fare il suo dovere di assessore. A proposito di assenze, quelle in Giunta sono un altro argomento caldo. In Giunta, dove si decidono i provvedimenti più importanti per la collettività, si registrano assenze da parte di alcuni assessori che oltrepassano di molto quelle fisiologiche. Il sindaco dovrebbe prenderne atto e regolarsi di conseguenza. Anna Ammanniti
