Fiuggi – Grand Hotel Palazzo della Fonte: la fine di un sogno? (video)

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A chi si ostina a parlare del Grand Hotel come di un valore commerciale, insieme di mattoni e di “bene in vendita”, va ricordato che si tratta di ben altro che di una pratica da liquidare.

Il rischio di chiusura atterrisce anche per altri motivi (occupazionali, di immagine …), ma è il buio che circonda la vicenda che delude e provoca rabbia. Uno dei più apprezzati ed invidiati simboli dell’Italia vera e della sua Storia, non può rischiare di finire come i polverosi monumenti all’incuria ed alla incapacità che si moltiplicano per effetto di leggi assurde e legislatori inconcludenti. La fredda descrizione dei battitori “Complesso alberghiero costituito da un edificio principale di sei piani fuori terra e un piano seminterrato. Edificio alloggio del personale, piscina esterna con spogliatoi, ristorante/bar all’aperto, box auto, campi da tennis, parco giochi e impianti tecnologici. Immerso in un parco di abeti, cedri, sequoie e castagni di oltre 7 ettari” non rende giustizia al Grand Hotel. Lo ripetiamo, i limiti della legislazione italiana e delle norme finanziarie sono anche questo: trattare un “oggetto” da sogno come una montagna di mattoni qualsiasi. Il Grand Hotel ha compiuto 100 anni nel 2013. La meravigliosa struttura venne infatti realizzata nel 1913, ed inaugurata in quella estate. Nell’anno 1914 ospitò la famiglia reale italiana, con Vittorio Emanuele III che, incantato a prima vista, prenotò un intero piano ed utilizzò lo scrittoio della Suite per vergare la partecipazione dell’Italia alla Prima Guerra Mondiale. Dopo di allora il Palazzo ha ospitato eventi ben diversi, e illustri personalità del mondo della politica, dell’imprenditoria, dello spettacolo, lo scelgono per i loro momenti più importanti. Dell’Hotel è rinomata naturalmente l’ospitalità, con un servizio di prim’ordine; e la cucina, con cuochi che creano e confezionano cibi raffinati, utilizzando ove possibile prodotti locali. Che possa finire nell’elenco dei beni di un affarista qualsiasi, o magari ammuffire e crollare sotto l’effetto del tempo e dell’incuria, è veramente drammatico. Jackal
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