(di Anna Ammanniti) L’annosa problematica della discarica di Radicina, sita nelle immediate vicinanze di una delle aree verdi della città “La Macchia”, non trova soluzione, anzi sta sensibilmente peggiorando.
In questi giorni la discarica di Radicina sta sputando veleno, danneggiando ulteriormente l’ambiente che la circonda. Il percolato, il liquido che fuoriesce dalla discarica è ricco di mercurio, piombo, cadmio e altri metalli pesanti, altamente nocivo alla salute degli esseri viventi. I terreni situati attorno alla discarica furono sequestrati anni fa dall’allora Guardia Forestale. Questa mattina il percolato si è presentato in una veste ancora peggiore. Lo sversamento dell’inquinante dalla discarica si è giunto nel terreno che si trova alle sue spalle, un terreno coltivato. Il veleno mortale da lì arriva fino al torrente che sfocia nel torrente Alabro, affluente del Sacco, contaminando il fiume che attraversa la Valle. La questione diventa drammatica se si considera che non inquina solamente le acque del fiume Sacco, in questi giorni balzato alle cronache nazionali proprio per la disastrosa situazione ambientale, ma contamina i terreni e molto probabilmente, secondo il parere di alcuni tecnici che ne hanno studiato le caratteristiche, potrebbe essere arrivato fino alle falde acquifere. Il fatto ancora più grave è che i terreni non sequestrati ma contaminati di percolato, tuttora vengono coltivati e sarebbe sicuramente necessario apporre dei divieti. Da non sottovalutare che a volte in quei fondi pascolano anche le pecore, non è quindi così difficile che le sostanze pericolose finiscano nella catena alimentare umana. La situazione è apparsa ancora più scioccante, quando a fine della strada che costeggia internamente la discarica vi era ferma una macchina, senza conducente, lasciata parcheggiata lì. Dal finestrino si vedeva un cesto pieno di funghi, a chi può essere venuto in mente di raccogliere in quel punto i funghi? E’ dal 1996 che la discarica sta inquinando e sono fin troppi i fattori che contribuiscono a danneggiare il fiume che attraversa la Valle del Sacco: una collina ricoperta da sterpaglie nasconde una realtà sconvolgente. L’estate scorsa l’ente provinciale ha diffidato il Comune di Anagni a mettere in sicurezza la discarica di Radicina. Ad oggi però ancora non sappiamo se il Comune ha presentato il progetto e ha chiesto il finanziamento alla Regione per iniziare a mettere in sicurezza la discarica. “Sono passati tre mesi dalla diffida della Provincia di Frosinone senza che siano stati avviati interventi concreti: troppo tempo”, dichiarano i rappresentanti dell’Associazione Civis che nell’estate scorsa stigmatizzò i gravi inadempimenti delle amministrazioni comunali che si sono succedute nel tempo. “La Giunta Natalia deve affrontare il problema con estrema urgenza se vuole evitare addebiti di responsabilità. Civis è già pronta a rivolgersi alla magistratura, ma saremmo ben lieti di evitarlo se in Comune si decidessero ad accelerare la realizzazione delle opere di messa in sicurezza del sito” Anna Ammanniti
