Rapine a raffica ai danni di alcuni benzinai della provincia ciociara e del sud pontino, il padre di uno dei rapinatori non volendo incastra il figlio denunciando ai carabinieri la sua scomparsa.
L’uomo che risiede a Lenola impensierito dal fatto che il figlio, che doveva rientrare dalla Toscana dove lavorava, non rientrava a casa si era presentato in caserma per denunciarne la scomparsa. Ai carabinieri aveva detto che il ragazzo lo aveva chiamato all’uscita del casello di Frosinone e che gli aveva detto che prima di rientrare avrebbe fatto un giro. Ma da quella telefonata erano trascorse troppe ore e l’uomo si era impensierito. Così si era rivolto alle forze dell’ordine. L’uomo non immaginava però che i militari stavano cercando una BMW di colore nero, identica a quella che guidava il figlio quella sera. A quel punto con la targa in mano sono riusciti a rintracciare il ragazzo pontino nel giro di poco tempo. Il giovane è stato fermato dai poliziotti ad un bivio di Ceccano. Il complice invece è stato ammanettato all’interno della sua abitazione. Secondo gli elementi raccolti dagli investigatori la coppia aveva messo a segno quattro rapine: una in un distributore in viale America latina a Frosinone ( bottino 200 euro) un’altra che aveva fruttato 1500 euro alla pompa di benzina “New Energy” di Patrica, un’altra ancora in una tabaccheria a Lenola e per ultima Al <caffè schop dell’Eni> lungo l’Appia. Per spaventare le vittime i rapinatori utilizzavano dei cavatappi di ferro. Nel corso della perquisizione domiciliare ne sono stati .trovati otto. Nella giornata di oggi i due arrestati verranno processati con rito direttissimo. Gli avvocati Giuseppe Lo Vecchio e Filippo Misserville difenderanno i due arrestati. Mar.Ming.
