L’allenatore del Frosinone, Moreno Longo, ha commentato così in conferenza stampa il ko dei giallazzurri in casa dell’Inter.
“L’Inter sapeva di non poter sbagliare – spiega Longo – ha fatto gol nei momenti ideali per incanalare la partita sui binari giusti: in avvio e a inizio ripresa, quando avevamo avuto un buon approccio. Per un’ora il Frosinone ha tenuto in piedi la gara contro una squadra così forte, poi sotto di due reti è emersa la stanchezza e i nerazzurri hanno giocato sulle ali dell’entusiasmo. Non penso che la sconfitta sia dovuta al cambio di modulo, abbiamo interpretato bene la prima ora di gioco, sviluppando trame interessanti sugli esterni, anche se è mancata qualità negli ultimi metri. Questo sistema di gioco ci consentiva di avere equilibrio, ho scelto Crisetig per preservare Maiello (diffidato) in vista del match con il Cagliari. Ho dovuto togliere Cassata perché era a rischio espulsione, così come Beghetto che è stato sostituito molto bene da Ghiglione, entrato in partita con personalità. Campbell? Non poteva fare più di 15 minuti, sapevamo che era stanco ma speravo che indovinasse qualche giocata, Ciofani e Pinamonti invece ci davano fisicità”. “La sconfitta non cambia il nostro morale – prosegue l’allenatore giallazzurro -, c’è stato un buon approccio nei primi 60 minuti e questo deve darci ancora più fiducia. L’equilibrio deve regnare sovrano nel nostro ambiente, ci siamo ripresi dopo le difficoltà iniziali e ora dobbiamo continuare a lavorare con convinzione. Siamo venuti qui per fare punti, a fine partita ho visto i ragazzi consapevoli di aver fatto ottime cose: se le abbiamo fatte a San Siro, potremo ripeterle anche con avversari di caratura inferiore. Un salto di qualità lo abbiamo già fatto rispetto all’inizio, la squadra continua a crescere e sa cosa deve ancora migliorare. La classifica dice che non basta ma sappiamo cosa bisogna fare”. “Pinamonti? Ha fatto una buona partita, ha lottato e si è impegnato anche se ha avuto pochi palloni puliti, si sta ritagliando uno spazio importante e lavora quotidianamente con umiltà. Adesso, dopo aver segnato due gol, arriva il difficile: gli viene chiesto di segnare e questo aumenta la pressione, deve rimanere concentrato e continuare ad allenarsi”. Roberto Caporilli
