Alatri – Processo Morganti, un teste racconta di aver visto una persona colpire sulla schiena di Emanuele

Alessandro Andrelli
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<Ho visto una persona che indossava una maglia bianche e dall’aspetto robusto che sferrava un pugno sulla schiena di Emanuele.  Il ragazzo ha prima barcollato e poi è andato a sbattere contro una vettura in sosta>.

Le parole  sono di un ragazzo di 21 anni  che ieri mattina è salito sul banco dei  testimoni per ripercorrere quei drammatici momenti vissuti nella notte del 24 marzo del 2017  quando Emanuele Morganti un giovane  ventenne residente a Tecchiena venne  massacrato di botte dal branco. Il giovane spirò dopo  due giorni di agonia presso un ospedale della capitale. Tornando all’udienza di ieri il testimone  ha raccontato che  quella sera si era recato al “Mirò” di Alatri con alcuni amici.  Poi aveva conosciuto una ragazza ed insieme a lei era uscito fuori  dal locale per fare due passi. Era stato a quel punto che aveva visto Emanuele che con la maglietta strappata  correva nella parte bassa della piazza mentre veniva inseguito da almeno tre persone. Il ragazzo era stato raggiunto e colpito con pugni e calci. Il  giovane avrebbe riconosciuto in Mario Castagnacci uno di quelli che aveva  preso a calci il ventenne di Tecchiena ma non ha riconosciuto nei quattro imputati colui che avrebbe  sferrato  quel pugno alla schiena che aveva fatto sbattere il giovane sul montante di una vettura. Il teste ha ricordato  che nel vedere Emanuele per terra  aveva subito allertato carabinieri e ambulanza del 118. Intorno al ragazzo si era riunita molta gente. Tra queste aveva udito la voce di una ragazza che diceva: <così impari a toccare mio fratello>. In aula il pubblico ministero  ha mostrato al teste alcune fotografie. Ma il testimone non è riuscito ad associare quella frase con una di quelle foto.  Prossima udienza il 6 dicembre quando cominceranno a sfilare i testimoni chiave, coloro che oltre alle  intercettazioni  telefoniche avrebbero  avuto un notevole peso circa l’accusa dei quattro imputati di omicidio in concorso.  La parte civile era rappresentata dagli avvocati Enrico Pavia e Pietro Polidori. Nel collegio difensivo i legali Bruno Giosuè Naso, Cristian Alviani, Marilena Colagiacomo, Angelo Bucci e  Massimo Carbone. Mar. Ming.
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