Il ricorso al Tar per la chiusura del Punto di Primo Intervento non è stato rigettato, è bene fare chiarezza. E’ stata rigettata la sospensiva per la chiusura dello stesso, ma l’intero ricorso va ancora discusso. Per quanto riguarda il colore dei codici relativi ai trattamenti dei pazienti che raggiungono il presidio sanitario di Via Onorato Capo, non è una questione sollecitata dall’avvocato De Vita nel ricorso, ma dichiarata dal Tar di Latina.
Nel ricorso al Tar per la chiusura del Punto di Primo Intervento, l’avvocato Emanuele De Vita ha impugnato l’atto con il quale il commissario della Asl di Frosinone, il dott. Luigi Macchitella ha chiuso il PPI. Nell’atto aziendale della Asl del 2017, infatti il presidio di Anagni era stato individuato come un’articolazione del Presidio Ospedaliero Frosinone – Alatri – Anagni e non come un Presidio Ambulatoriale Territoriale. C’è una differenza sostanziale tra il far parte di un presidio ospedaliero e il ritrovarsi con un semplice PAT, completamente insufficiente nel rispondere alle emergenze ed urgenze. Quindi la Asl di Frosinone non essendosi confrontata con la Regione Lazio avrebbe anche commesso un atto illegittimo, con il conseguente annullamento dell’atto con il quale si è chiuso il PPI. Inoltre il PPI è stato soppresso dalla Asl senza interpellare la SIMEU, la Società Italiana di Medicina di Emergenza ed Urgenza e i cittadini stessi. La chiusura immotivata del Punto di Primo Intervento va a ledere oltretutto il diritto costituzionale alla salute; il servizio è stato soppresso per esigenze burocratiche e organizzativo, senza tener contro del sacrosanto diritto alla salute di ogni cittadino. Il ricorso mette in evidenza che l’eccessiva distanza di Anagni e degli altri paesi del comprensorio dal primo Pronto Soccorso utile, lo Spaziani di Frosinone, risulta essere pericolosa in caso di emergenza ed urgenza. Si tratta di paesi prevalentemente in montagna e soprattutto d’inverno di difficile percorribilità. L’intero territorio conta inoltre la presenza di ben sei impianti industriali a rischio di incidente rilevante. Questi stabilimenti hanno presentato il loro piano sicurezza in Prefettura, tenendo conto della presenza di un Pronto Soccorso sulla zona di Anagni. Cosa succederà ora che questa prerogativa è venuta a mancare del tutto? La presenza di numerosi impianti sportivi, istituti scolastici, casello autostradale, ferrovia dei treni, tutti motivi più che validi per cui un PPI e soprattutto un Pronto Soccorso debba essere riaperto. L’intera vicenda verrà discussa con un’udienza di merito fissata dal tribunale amministrativo. Anna Ammanniti
