Sora – Aperol, da randagio ad amico di tutti…che incredibile storia d’amore!

Irene Mizzoni
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(di Irene Mizzoni) Non vi nascondo che prima di mettere le mani sulla tastiera, ho impiegato qualche giorno per riflettere su questa storia che mi hanno raccontato la scorsa settimana. Le persone e gli amici a quattro zampe che vi hanno potuto partecipare contribuendo a renderla reale, stanno soffrendo.

La loro Aperol non c’è più. E’ stato brutalmente investita, qualche giorno fa, da un’auto che transitava lungo via Regina Elena. L’ignoto pirata della strada, dopo aver colpito a morte il cagnolino, ha proseguito la sua corsa senza nemmeno fermasi. Avrebbe dovuto. Avrebbe potuto. La legge italiana prevede l’obbligo di soccorso ma non è soltanto per la condotta richiesta dalla legislazione italiana, è anche un dovere morale. Nessuno oggi sta cercando quel pirata della strada, nessuno ha sporto denuncia. Chi potrebbe, sta soffrendo molto. C’è chi pensa che gli animali non hanno un’anima. Io non ci credo. Aperol ha dimostrato di averne una. Grande. E’ entrata nel cuore di tante persone. La sua storia merita il racconto. Perchè se avere un’anima significa essere capace di provare amore, fedeltà e gratitudine, allora gli animali sono migliori di tanti esseri umani. Il primo incontro con quello che diventerà uno dei suoi più fidati amici umani, Massimo, è stato nel lontano 2008. Il giovane si stava preparando per lanciare la propria attività e Aperol – il nome glielo darà proprio lui di lì a poco – fa i primi tentativi di approccio. I giorni passano e l’amicizia tra i due diventa sempre più stretta. Aperol non manca mai ad un appuntamento. Così come con alcuni altri residenti della zona che se ne prendono cura: Aperol conosce gli orari e le abitudini di ognuno di loro e non gli fa mai mancare affetto. Il quartiere ricambia tanto che quando si palesa il rischio di un allontanamento, Massimo Polsinelli, Enrica Sinatra,  la dottoressa Valentina Gulia e altri vicini di casa danno vita ad una petizione. Oltre cinquecento firme raccolte e consegnate all’allora sindaco Ernesto Tersigni che, capendo la  situazione, concede lo status di “cane di quartiere”. Aperol diventa il cane “ufficiale”, con tutti i documenti in regola! E’ un a gioia. Ma non è tutto. Perchè Aperol ogni qualvolta consumava il proprio pasto, prendeva e si allontanava dai suoi amici. Un mistero che incuriosisce gli amici umani che decidono di vederci chiaro. Lo seguono e poco distante scoprono che Aperol divide il proprio cibo con altri due cani, poi ribattezzati Bracchetto e Bionda. Loro sono più diffidenti con gli umani ma grazie ad Aperol, la famiglia si allarga. Il quartiere si anima con i tre cagnolini che giocano e si divertono sotto casa. Difendono il territorio, danno sicurezza ai residenti, dispensano sorrisi e gioie a chiunque gli si avvicini. Ormai sono di famiglia. E ora arriva la parte triste: Bionda finisce investita e muore. Accade nel 2013. E’ il primo duro colpo. Poi qualche sera fa Aperol viene investita. E’ lo stesso tragico destino. Gli amici umani tentano di tutto per salvarla, anche con l’aiuto della veterinaria Valentina Gulia. Le ferite sono troppo profonde però, e Aperol non ce la fa. Bracchetto ormai è solo, è disorientato, tristissimo come gli amici umani che da anni si sono presi cura di loro tre. Sono giorni amari. A Massimo è toccato il triste compito di dare degna sepoltura ad Aperol, l’amico di anni. Lacrime sono incontrollabili e scendono da sole, a causa di due incidenti che non hanno un responsabile. Eppure un responsabile c’era nel 2013 e c’è adesso e oggi, magari venendo a conoscenza della storia di Aperol, Bracchetto, Bionda e gli amici umani, forse farà la cosa giusta. E’ questa la speranza di pochi, di chi crede ancora nella cosa giusta, nel senso di responsabilità, nel rispetto dell’altro essere vivente, qualsiasi esso sia. Aperol ha più cuore e anima di molti altri che scelgono la viltà piuttosto che il coraggio.
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