Il consigliere comunale di minoranza Nello Di Giulio (Anagni Cambia Anagni) ricorda la tragedia della Grande Guerra nella quale 150 ragazzi anagnini morirono. Per il centenario della Grande Guerra erano state programmate le visite guidare presso il Sacrario militare della chiesa Sant’Agostino, chiusa in questi giorni dai Vigili del Fuoco.
Il sopralluogo dei tecnici del Comune, effettuato ieri mattina per timore che ci fosse instabilità della croce e il successivo intervento dei Vigili del Fuoco, hanno constatato infilitrazioni di acqua sulla cupola di copertura, portando alla decisione di chiudere la Chiesa di Sant’Agostino. La nota stampa di Nello Di Giulio. “4 Novembre il giorno della Vittoria! Ma una guerra è sempre una tragedia ed una Grande Guerra è anche una grande tragedia. Dieci milioni di morti non troveranno mai umane, sufficienti ragioni! Ma dimenticare progressivamente il sacrificio di così tanti “giovani eroi”, dimenticare i 150 ragazzi anagnini, il loro nome, le loro sfortunate storie di sacrificio e di morte, sarebbe come aggiungere altre sciagure alla grande tragedia, che è già storia. Il nostro Sacrario nella chiesa di Sant’Agostino è stato definitivamente chiuso dai Vigili del Fuoco, il giorno in cui ne era programmata l’apertura al pubblico, con visite guidate, in occasione della celebrazione del Centenario. Se non parlassimo di giovani figli, immolati esclusivamente nel nome della Patria, si direbbe ” ironia della sorte”, ma i valori in campo sono tali da non poter consentire certe superficialità. Da anagnino che ha avuto la fortuna di “vivere” con il suo papà quel luogo da bambino, da amministratore di minoranza della nostra Città, mi sento di dire che è una tristezza inconcepibile. È quasi come se il 4 Novembre “Giorno della Vittoria” nel nostro Paese, sia a segnare ad Anagni il giorno della sconfitta di tante amministrazioni civiche ed ecclesiastiche che a cento anni dalla Grande Guerra scoprono, per mano dei Vigili del Fuoco, di aver lasciato perire una seconda volta storie e volti di tanti giovani figli della nostra Città. Altre lodevoli iniziative di questi giorni non possono coprire così tanta amarezza. Ora, spero, un impegno comune per ripartire considerando che, al di là dei centenari, è ogni giorno che la storia deve saper illuminare le menti degli uomini, affinché quei tanti nostri concittadini non sentano di esser morti invano. Vorrei essere fiducioso. Buon Quattro Novembre a tutti!” Anna Ammanniti
