Al via la terza udienza del processo Morganti. Ieri mattina in tribunale hanno sfilato altri nove testimoni del pubblico ministero. Tra questi un ragazzo che, il 24 marzo del 2017, si trovava all’interno del locale Mirò e che per primo aveva chiamato i carabinieri segnalando una rissa fuori del pub di Alatri.
Il giovane ha dichiarato che era uscito fuori dal Mirò per accompagnare un suo amico che si era sentito male. Per tale motivo l’aveva fatto sdraiare all’interno della sua auto. Ma proprio mentre cercava di prestare aiuto al compagno, aveva visto alcune persone inseguire Emanuele e colpirlo con dei pugni. Attimi di grande commozione in aula quando il teste ha raccontato che Emanuele aveva cercato di tornare indietro per andare a riprendersi la fidanzata che aveva lasciato in lacrime nel locale.
Purtroppo il ventenne di Tecchiena era stato riacciuffato dal branco. Pur confermando queste circostanze il testimone non è riuscito a riconoscere nessuno degli imputati tra coloro che avevano partecipato alla feroce aggressione. Un altro testimone ha invece dichiarato di aver sentito Emanuele lamentarsi con l’addetto alla sicurezza che aveva deciso si sbatterlo fuori dal locale a causa di un alterco che c’era stato con un avventore. A detta di Emanuele lui non aveva fatto nulla, quindi non meritava un trattamento simile.
Altra testimonianza rilevante quella d una ragazza di 24 anni che faceva parte dello staff del Mirò la quale ha dichiarato di aver visto quella sera nel privèe del locale Michel Fortuna e la sorella, entrambi si trovavano in compagnia di alcuni albanesi. La ventiquattrenne ha riferito al giudice Farinella di essersi accorta che qualcosa di grave era successo quando qualcuno aveva staccato la musica. A quel punto di era affacciata fuori dal locale. C’era un’ambulanza. Emanuele giaceva per terra. La tragedia si era già consumata.
<Ma i testimoni che daranno un vero e proprio scossone a tutto il processo – ha dichiarato l’avvocato di parte civile Enrico Pavia – arriveranno subito dopo la trascrizione delle intercettazioni telefoniche negli atti>. Di diverso avviso i legali della difesa Bruno Giosuè Naso, Cristiana Alviani, Marilena Colagiacomo, Angelo Bucci e Massimo Carbone, i quali stanno cercando di smontare tutto il castello accusatorio nei confronti dei loro assistiti.
Mar.Ming.
