(di Alessandro Andrelli) Il gioco delle tre carte di “mi metto tutti in petto” De Donatis, noto oramai da tempo ai sorani, varca i confini della città, diventa più complicato articolandosi su due tavoli e si diffonde sul territorio provinciale. Dopo un articolo, scritto qualche giorno fa sul portale del giornalista Alessio Porcu, sulle candidature per la presidenza e per il consiglio della Provincia di Frosinone, “uno, nessuno e centomila” De Donatis, sindaco di Sora, diventa protagonista indiscusso di quella politica falsa ed opportunista che è propria di chi, pur di restare a galla, finge e trama, inventa e ritratta, dice e sdice.
Tutto montato ad arte, in una logica perfetta di un modo di fare che permette di “cadere sempre in piedi” e che di fatto rappresenta l’unica capacità della mediocrità politica. Un comportamento proprio di chi fa solo finta di provare amore per la città o per il territorio, perché di fatto amore non ha! Sembrerebbe ufficiale, quindi, che De Donatis stia scrivendo, con tutta la naturalezza di cui è capace, un’altra pagina nera della politica, sostenendo a sinistra Pompeo per la presidenza, mentre si sposterebbe a destra per il Consiglio e, all’interno della sua piattaforma squassata, cercherebbe di fare quadrato intorno a Mosticone. Il tutto per assicurarsi, comunque vadano le cose, un posto sul carro del vincitore. È lo stesso gioco fatto per le ultime elezioni di governo e per le regionali dove, come sindaco, fu capace di appoggiare quasi tutti i partiti vendendo fumo, riuscì a prendere meno di una manciata di voti (perché lui i voti proprio non ce li ha!!!) e poi si ritrovò a farsi fotografare ed a stringere la mano agli eletti (Onorevole Marcelli e senatore Ruspandini) che, guarda un po’!, erano proprio gli unici mai supportati (leggi qui). Un’arlecchinata patetica che ripropone anche in questa nuova tornata. Ma per chi De Donatis sta perdendo la faccia davanti ai cittadini di un’intera provincia? Chi è Alessandro Mosticone che fa esporre così tanto il sindaco da diventare l’arlecchino politico della Ciociaria? Dal curriculum pubblicato sul sito del comune di Sora leggiamo che Mosticone ha 39 anni, prima diplomato operatore elettrico presso l’Ipsia di Sora e successivamente diplomato dirigente di comunità presso l’ITAS di Acerra. Dopo il periodo di militare, è stato operaio, poi elettricista, a seguire responsabile commerciale di una gioielleria ed ancora collaboratore di un’assicurazione, poi agente commerciale e dal 2013 socio di una cooperativa. Da quanto risulta sempre sul sito, reddito lordo dichiarato per l’anno 2015: zero euro! Reddito lordo dichiarato per l’anno 2016: zero euro! Beni patrimoniali dichiarati per gli stessi anni 2015 e 2016: nessuno! La persona giusta a detta del sindaco per rappresentare Sora sulla sfera provinciale, l’unico che può dare un valore aggiunto al territorio. La pensano allo stesso modo Coletta, Vinciguerra e la D’Orazio? Rinnegheranno anche loro il PD, così come fanno per seguire le indicazioni “di scuderia” di De Donatis e voteranno “il rappresentante sorano” che a sua volta ha sottoscritto la lista di Tommaso Ciccone? Una confusione enorme che dimostra l’incapacità dilagante, manifesta quotidianamente nel ménage comunale dove non solo non c’è una cosa realizzata, ma si è stati capaci di distruggere quello che già era stato creato. I cittadini strillano, le manutenzioni non si fanno, i lavori pubblici di questa amministrazione restano promesse che, fino ad oggi, sono state solo proclamate. Eh sì! Perché di lavori seri, propri della piattaforma civica di De Donatis, non ce ne sono e la città cade a pezzi senza che nessuno se ne interessi. Solo mutui decantati come finanziamenti senza comprenderne, o far finta di non comprenderne, la differenza. Ultima oggi, ma solo in ordine di tempo, l’auto proclamazione di Coletta che festeggia l’arrivo del finanziamento per la pista ciclabile. Sarà proprio così o sarà della stessa stregua di quello del golf che di fatto è un mutuo e quindi un debito per i sorani? Gli atti non si pubblicano da mesi e mesi, pertanto Sora rimane all’oscuro. Il peggio diventa ogni giorno “più peggio”!!! I rappresentanti di maggioranza, presi dal distruggere tutto quello creato per poi essere incapaci di ricostruire, a tutto pensano tranne che al bene della città. La legge, le procedure, la prevenzione alla corruzione e la trasparenza sono optional: Sora è diventata stato a sé!!! E mentre ovunque è un “pianto amaro” da ieri gira su Facebook una foto che vede il sindaco, la Paolacci, Gemmiti, l’ex assessore Lucarelli ed un geometra molto vicino al sindaco mascherati da pagliacci che se la ridono tra occhiali finti, parrucche e cappellini, mentre in Comune sembra non rientrino più soldi neanche per pagare gli stipendi ai dipendenti. Questa è oggi Sora, così è ridotta la città!!! Tranquilli comunque… in Provincia chi vincerà vincerà sarà sempre un grande amico di De Donatis!!! Alessandro Andrelli
