(di Ester Evangelisti) La mia generazione è una generazione sbagliata. È la generazione dei ‘non valori’, quella che considera giusta la violenza, che si scaglia contro chi ritiene diverso perché non riesce ad accogliere, perché nessuno gli ha insegnato che ‘accettare’ può riempire un’esistenza non negare.
La mia generazione è quella di persone che intonano frasi sconnesse nelle canzoni; è quella che insegna a cambiare per piacere, e che importa se così i nostri occhi non ci riconoscono più, se lo specchio non riflette più lo stesso viso, le stesse labbra, le stesse guance giovani, importa solo che gli altri ci riconoscano perché piacere all’altro è più importante che piacere a se stessi. La mia generazione è quella che corre dietro alle mode, è quella che si perde nei meandri di un telefono e dimentica i sentieri dell’esistenza, quelli veri, quelli che ti lasciano tra le mani la vera vita: quella fatta del verde degli alberi, della salsedine tra le dita dei piedi, quella fatta di libri che ti riempiono la mente, di canzoni belle, vere, che ti scaldano il cuore. La mia generazione è la generazione sbagliata. È quella che non mi rappresenta e che non può rappresentare questo mondo così vero, perché di vero ha poco e niente, perché del vero non se ne fa niente. La mia generazione è reale però, e questo purtroppo è un problema, oppure ho sbagliato la mia generazione? Ester Evangelisti (nella foto la Dark Polo Gang, ieri ospite a Frosinone nella libreria Mondadori. La band è prima in classifica tra i dischi più venduti in Italia, con il loro album d’esordio “Trap Lovers”)
