Si è avvalso della facoltà di non rispondere il famoso ematologo frusinate, Franco Aversa, arrestato, nei giorni scorsi, per il reato di truffa, corruzione e abuso di ufficio.
Accompagnato dal suo legale Enrico Cozzari del Foro di Perugia, non ha voluto rispondere ad alcuna domanda posta dal giudice delle indagini preliminari di Parma Fiorentini. Per lo stesso reato sono stati coinvolti anche tre medici che, come il luminare, hanno preferito la via del silenzio. Ha voluto, invece, rilasciare dichiarazioni spontanee l’amministratrice delegata CSC centro servizi congressuali di Perugia che, insieme al famoso ematologo, era stata arrestata insieme al famoso ematologo nell’operazione “Conquibus” portata avanti dai Nas di Parma (entrambi hanno beneficiato dei domiciliari). L’indagata avrebbe respinto tutte le accuse spiegando, con dovizia di particolari, tutti i passaggi e il ruolo che aveva all’interno della società. Secondo alcune indiscrezioni trapelate, gli avvocati avrebbero adottato questa linea di condotta per poter avere più tempo per studiare tutto il corposo fascicolo. Mar. Ming. LEGGI ANCHE https://www.tg24.info/frosinone-medico-arrestato-sotto-la-lente-anche-il-concorso-per-diventare-ordinario/
