Operazione “CONQUIBUS”: 11 misure cautelari a carico di dirigenti medici, universitari e rappresentanti del settore farmaceutico, 36 persone indagate e 7 aziende coinvolte nelle attività illecite. Sequestrati 335.000 euro quale provento delle condotte delittuose. Coinvolto anche il professore Franco Aversa di 69 anni, originario di Frosinone e direttore della struttura complessa di ematologia dell’ospedale Maggiore di Parma. Ecco tutti i dettagli nella nota dei NAS di Parma.
<Dalle prime ore della mattinata di ieri, oltre 200 carabinieri del Comando per la Tutela della Salute e dei Comandi Provinciali di 7 Regioni (Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Umbria e Lazio) hanno eseguito un’ordinanza d’applicazione di misure cautelari richiesta dalla Procura della Repubblica di Parma ed emessa dal G.I.P. presso il locale Tribunale per l’arresto di un medico e un imprenditore e per l’applicazione di misure cautelari interdittive a carico di altri 9 indagati operanti in ambito universitario e nel settore della commercializzazione e della promozione di farmaci. Contestualmente è stato disposto ed eseguito il sequestro preventivo, ai fini della confisca, di 335.000 euro quale provento delle condotte corruttive e del reato di truffa. Sono state eseguite, inoltre, oltre 40 perquisizioni presso le abitazioni dei citati professionisti e presso le sedi di importanti società e note aziende farmaceutiche. Con lo stesso provvedimento cautelare il G.I.P. ha avviato le procedure previste dalla legge per accertare la responsabilità delle case farmaceutiche coinvolte nelle attività illecite. La complessa indagine, denominata “CONQUIBUS”, coordinata dalla citata Procura della Repubblica e condotta dal N.A.S. Carabinieri di Parma, attualmente vede indagate 36 persone e ha consentito di individuare in un importante dirigente sanitario pubblico, nonché professore universitario di fama internazionale, e nella referente di un provider per eventi scientifici/formativi (accreditati per la prescritta Educazione Continua in Medicina) il fulcro di un articolato “sistema” delinquenziale realizzato sfruttando la posizione del sanitario presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria di Parma (Struttura Complessa di Ematologia – Centro Trapianti Midollo Osseo). L’attività criminosa, con diramazioni in altre province del territorio nazionale, veniva svolta con la complicità di altri professori ed amministrativi universitari, medici, rappresentanti di aziende farmaceutiche ed era finalizzata alla commissione di una serie di delitti riconducibili all’esecuzione di strategie criminose tendenti a:
- condizionare gli eventi E.C.M. (Educazione Continua in Medicina) per favorire i piani di marketing di aziende private impegnate direttamente ad influenzare la scelta dei contenuti e dei partecipanti;
- adattare le prescrizioni di costosi farmaci per terapie “salvavita” secondo le esigenze ed il profitto delle aziende farmaceutiche, promuovendone la divulgazione nei vari eventi congressuali, organizzati in violazione di norme e in contrasto con i principi di trasparenza e indipendenza scientifica;
- sostenere la rimborsabilità dei farmaci presso le autorità regionali, al fine di favorire le strategie economiche delle case farmaceutiche;
- promuovere concorsi e selezioni pubbliche pilotate al fine di appoggiare candidati preventivamente individuati;
- espletare attività medica libero professionale non autorizzata.
