Un imputato di ‘spessore criminale’ quello che il tribunale di Cassino si prepara ad accogliere il prossimo 11 ottobre.
Nicola Schiavone, boss pentito e figlio di Francesco detto Sandok, dovrà presenziare ad un’udienza che lo vede coinvolto per il reato di ‘intestazione fittizia di beni con l’aggravante mafioso’. Un processo che è stato stralciato dal tribunale di Roma per incompatibilità territoriale. In pratica Nicola Schiavone deve rispondere di essere il proprietario di lussuosissime vetture, acquistate da alcuni affiliati ed a loro intestate in alcuni autosaloni del cassinate e del sorano. Un’inchiesta avviata dalla DDA di Roma e dalla Direzione Investigativa Antimafia che ha visto coinvolti e poi assolti noti imprenditori residenti nel basso Lazio. ang.nic. LEGGI ANCHE https://www.tg24.info/cassino-si-pente-nicola-schiavone-arrestato-dopo-lindagine-giada/
