(di Alessandro Andrelli) Correva l’anno 2015 quando Sora, durante l’indimenticabile spettacolo creato da quella Notte Bianca dello Sport, che è rimasta memorabile nel cuore dei sorani, passava al vaglio dei vertici preposti della Regione Lazio per intraprendere i passi che l’avrebbero portata a diventare la “Città dello Sport”.
Uno scenario reso perfetto da circa 15mila persone presenti nelle vie del centro (vedi foto a lato) e dalle innumerevoli postazioni sportive dislocate ovunque (molte più di 100). Dopo qualche mese, l’ascesa della prima squadra di pallavolo in serie A1 completava un quadro memorabile ed innalzava Sora all’attenzione nazionale. Sembrava tutto fatto, già quasi tutto realizzato e si guardava ad un futuro importante, volano di un indotto economico non trascurabile che avrebbe coinvolto svariati settori.
Era, invece, l’inizio della fine, la cima di un baratro senza fondo.
L’arrivo della piattaforma “della disfatta” e l’era degli “approfondimenti su Wikipedia” trasformavano in pochi mesi Sora nel fantasma di se stessa, annientando tutto ciò che era stato costruito con fatica ed impegno.
Il primo assessore allo sport (Lucarelli), ingannato da quelli che credeva (ci crederà ancora?) amici fidati, è stato fatto saltare per poter pagare pegno a chi voleva (e vuole!) Sora svenduta ed i sorani umiliati.
La delega allo sport è rimasta, però, nelle mani del sindaco (alla signora Taglialatela è stato dato il commercio, anche se non si comprende cosa abbia prodotto per la città in tutto questo tempo) e sono cominciate le recite politiche del primo cittadino “mi metto tutti in petto” De Donatis.
Tra conferenze stampa strappalacrime, proclami sui giornali e blog di partito, celebrazioni appassionate scritte da penne amiche incapaci di distinguere la realtà, arrivano le promesse da capogiro, i progetti di riqualificazione, le varianti di progetto (ancor prima di cominciare!) mentre Sora, nella quotidianità, diventa soltanto il fantasma di sé stessa e tocca con le proprie mani la disfatta.
È il baratro!
Il palazzetto Polsinelli tanto nel cuore del sindaco (a parole!!!) non si amplia più e ci si dimentica sia delle promesse fatte sia della prima squadra costretta “in esilio” a Veroli. I campetti realizzati dall’amministrazione Tersigni vengono lasciati morire o perché non si usano o perché si usano male. Il Comune si indebita pesantemente per il golf, ma i lavori dopo due anni e mezzo ancora non accennano a partire (e pensare che i sorani hanno già comprato le mazze e le palline!!!).
Si distrugge la Notte Bianca dello Sport, facendola diventare prima la sagra di arrosticini e panino con porchetta, abolendola poi completamente senza proferire parola.
Si alza il polverone della confusione, mentre sembra si cerchi (sotto sotto come al solito) di annientare diverse realtà sportive per creare un regime di monopolio a favore degli amici.
Ed il sindaco giocherebbe ancora una volta su tre tavoli (con una, nessuna e centomila facce politiche!) a carta vinci ed a carta perde. Su uno promette, su uno accusa e su uno giustifica, nominando alla fine Mosticone delegato allo sport, perché quando l’aria diventa pesante è meglio darsela a gambe e sviare tutto sul nuovo designato, amico degli amici.
Povera Sora! Davvero povera Sora, ridotta a pezzi dalla peggiore amministrazione che si ricordi a memoria d’uomo.
Un marasma totale, nel quale i cittadini sembrano ricordare che c’era una volta un bocciodromo in costruzione, realizzato con finanziamenti dedicati.
“Che fine avrà fatto?” si chiedono i sorani. Risponda il primo cittadino alla domanda di chi non potendo utilizzare per il golf le palline acquistate, vorrebbe cambiarle con le bocce in attesa di tempi migliori.
E mentre aspetta risposte, Sora continua a soffrire!
Alessandro Andrelli
