B&B e case vacanze, occhio alle nuove norme! Ad Anagni sono sorte, per iniziativa di volenterosi privati, numerose attività direttamente collegate al turismo ed all’ospitalità.
I titolari di queste attività, si dicono preoccupati per recenti norme già emanate ed altre allo studio del Governo. Il Governo, infatti, mira a introdurre l’obbligo di registrazione per case vacanza su piattaforme online come Airbnb: multe fino a 100mila euro senza codice identificativo per evitare abusi ed evasione fiscale nella sharing economy. Chi affitta casa a scopo turistico, anche utilizzando piattaforme online come Airbnb, dovrà munirsi di un codice identificativo, che attesta la regolarità fiscale e amministrativa. Per i proprietari di case vacanza che non si mettono in regola scatteranno multe salate, fino a 100mila euro. Se ne sta occupando il ministro del Turismo, Gian Marco Centinaio, che punta a far emergere il sommerso con una regolamentazione che vada oltre la cedolare secca sugli affitti brevi e l’obbligo di fare da “sostituto d’imposta” per l’intermediario (anche online); ad oggi, a fronte di un gettito atteso di 83 milioni, lo Stato ha incassato solo 19 milioni. La cosiddetta tassa Airbnb (Dl 50/2017) non ha funzionato, anche a causa dell’opposizione delle piattaforme online, che hanno presentato ricorso. Il Governo, quindi, sta cercando nuove strade per sconfiggere l’illegalità nel turismo, di cui l’Italia sarebbe maglia nera nel mondo. Un paradosso, ma amara verità, per uno dei paesi più attrattivi del pianeta. Il Codice identificativo è uno strumento già previsto in Lombardia, dove è appena stato introdotto. Dallo scorso primo settembre, coloro che affittano case vacanza devono chiedere un Codice identificativo di riferimento (Cir), che attesta l’avvenuta comunicazione di inizio attività al Comune. La sanzione per chi non effettua l’adempimento è di 2500 euro. Jackal
