Sabato 22, alle ore 18:00, presso la Sala delle Conferenze del Castello di Ladislao nel quartiere Civita Falconara, in occasione del ventennale della scomparsa dello scultore Umberto Mastroianni, deceduto il 25 febbraio 1998, si terrà il convegno “L’ Ombra Lunga”.
Diverse le tematiche che verranno approfondite: le prospettive del grande progetto d’ arte del Maestro, che è stato uno dei più importanti Artisti del 20esimo secolo; la preziosa “Donazione Mastroianni” ed il suo valore storico/culturale; la “Montagna Sacra della Scultura”; l’ allestimento del museo presso il Castello di Ladislao; i propositi per lo sviluppo economico e culturale della città di Arpino. Interverranno la Direttrice della Fondazione “U. Mastroianni”, Loredana Rea, il Presidente del Centro Studi “U. Mastroianni” di Roma, Lorenzo Zichichi, ed il Senatore Massimo Struffi, da sempre cultore, impegnato nella promozione della vita artistica e delle opere dello scultore. «Sono ormai passati venti anni dalla scomparsa di uno tra i più grandi artisti del xx secolo, commenta il Senatore Struffi. Un uomo raro per la grande umanità e generosità e per l’attaccamento alla nostra terra. Come ricordarlo? Sottolineando ancora una volta l’ inadeguatezza della cultura artistica italiana ed il conseguente deserto politico-culturale della nostra provincia rispetto ad un nostro conterraneo, artista di fama mondiale. La difficoltà di lettura dell’arte astratta ancora oggi rende ostica la comprensione dell’ importante messaggio artistico mastroianneo. Non a caso l’inizio della sua sfolgorante carriera parte da Parigi nel lontano 1957, la città dell’arte per eccellenza e dove “nacque e si sviluppo” l’arte moderna. Di lui parlarono Giulio Carlo Argan, Nello Ponente, Salvatore Quasimodo, Erich Steingraber, Nello Ponente, Palma Bucarelli e Jacques Lassaigne i più importanti critici e storici dell’arte volendo restare soltanto in Italia. La vita di Umberto Mastroianni è stata tutta dedicata ad affermare un diverso ruolo della scultura nella società: un messaggio incompreso.L’arte rappresentativa di Mastroianni, infatti, al di là dei valori formali, si qualifica sempre come arte monumentale, di dimensioni dilatate ed imponenti, il tutto tendente a riaffermare un ruolo svanito negli anni, la scultura come elemento caratterizzante della storia di un popolo, di un territorio e di una città. Una scultura non fatta per adornare salotti, per soddisfare orafi o palati reali attraverso dimensioni “portatili”. Basterà esaminare, conclude Struffi, tutta la sua produzione in scala ridotta per accorgersi che ogni opera altro non è che un bozzetto per una grande scultura. La monumentalità non come aspirazione allo stupore, ma come elevazione del pensiero umano. Mastroianni contestava la scultura dei ciondoli, divertimenti infantili dell’artista, affermava quello che poi sarebbe accaduto, che il vuoto culturale e l’abbandono delle grandi opere avrebbe lasciato spazio all’epoca degli “archistars”». La conferenza “L’ Ombra Lunga”, nata da un’ iniziativa del “Circolo Tulliano di Arpino”, intende riportare alla memoria i principi dell’ intelletto artistico del Maestro Mastroianni. Sara Pacitto Nella foto, il maestro Umberto Mastroianni dinanzi il Castello di Ladislao ad Arpino, sede della Fondazione a lui dedicata.
