Durante il consiglio comunale di venerdì scorso, il consigliere di maggioranza Luigi Pietrucci ha dichiarato che la delibera dei nove comuni stilata nel 2016 non era mai pervenuta al presidente regionale Zingaretti, ma era rimasta celata all’interno dei cassetti degli uffici comunali.
Il consigliere Sandra Tagliaboschi, oggi in minoranza, ma all’epoca della “famosa” delibera in maggioranza, risponde con una nota stampa a Pietrucci. “Un consigliere comunale deve sempre assumersi la responsabilità di quanto dichiara durante i lavori del Consiglio e deve documentarsi su quanto dice, soprattutto quando si parla di un tema delicato e importante quale è la sanità. E’ molto grave quanto accaduto nell’assemblea straordinaria di venerdì scorso, nel corso della quale il consigliere di maggioranza Luigi Pietrucci ha dichiarato che la delibera approvata nel 2016 dai nove Comuni che afferiscono al presidio sanitario di Anagni è rimasta chiusa nei cassetti degli uffici comunali e che il presidente Nicola Zingaretti non l’ha mai ricevuta. Parole gravi e false delle quali il consigliere Luigi Pietrucci si dovrà assumere ogni responsabilità, anche quella penale, dal momento che la delibera dei nove Comuni viene inserita, citata e richiamata nell’approvazione del Piano aziendale della Asl di Frosinone, pubblicato nel decreto del commissario ad acta n. 00354 sul Burl (il Bollettino Ufficiale della Regione Lazio) n. 63 dell’8 agosto 2017. La delibera “rimasta chiusa nei cassetti comunali” come Pietrucci ha dichiarato in Consiglio comunale, quindi, è arrivata a destinazione regolarmente. Infatti è stata inviata dal Comune di Anagni il 6.10.2016, al termine della convocazione di tutti i Consigli comunali interessati, e non solo alla Regione Lazio, ma anche all’allora Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Anche la stampa ha già dato notizia della corretta trasmissione della delibera alla Regione Lazio da parte dell’amministrazione Bassetta, smentendo clamorosamente quanto detto da Pietrucci che, a questo punto, dovrebbe chiedere scusa ai cittadini per questo suo scivolone, ma anche alla sottoscritta. In Consiglio comunale, infatti, sono stata chiamata in causa e schernita da Pietrucci perché, a fronte delle bugie che stava raccontando, scuotevo la testa. Sono costretta anche a stigmatizzare l’atteggiamento dell’assessore Simone Pace al quale, dal momento che faceva parte anche della vecchia amministrazione, ho chiesto esplicitamente di dire qualcosa sulla delibera e su quanto aveva affermato Pietrucci, ma ha detto di non saperne nulla. In Consiglio era presente anche il consigliere Elvio Giovannelli Protani che sull’argomento non ha profferito parola nonostante le gravi accuse nei confronti dell’amministrazione Bassetta di cui ha fatto parte fino a sei mesi fa. Fortunatamente si tratta di atti tracciabili che, in questo caso, sono stati ratificati anche da un organo ufficiale della Regione Lazio.” Anna Ammanniti
