In un periodo in cui particolare attenzione si presta al riciclo dei materiali per un nuovo reimpiego, si pensa anche a come trasformare la frazione organica. Siamo andati in località Santa Palomba, ad Arpino, a casa del signor Erminio e sua moglie Dirce, per vedere e condividere la loro personale avventura di sperimentatori del compostaggio domestico.
«Essendo neofiti di questo “oggetto misterioso”, anche noi stiamo capendone il funzionamento. Il bidone ha una base bucherellata che permette al suo contenuto di mantenere il contatto con la terra, ma è anche varco per larve e vermi. Abbiamo dovuto depositare un primo strato di terriccio per poi rovesciare dentro i residui organici. Abbiamo anche introdotto dei lombrichi e dell’ortica, che agevolano la decomposizione». Tutta la frazione organica che Erminio e Dirce producono in ambito domestico viene riversata nella compostiera, in attesa che avvenga la decomposizione, auspicabile in tre mesi. «Tutto l’ umido prodotto va nel bidone. I residui voluminosi, come le bucce di cocomero o melone, vengono ridotti per facilitarne l’ operazione di deterioramento. È un impegno che ha un risultato ed un ritorno anche a livello ambientale: avendo l’hobby dell’ orto, stiamo sperimentando con curiosità il compostaggio domestico per ottenere un concime biologico». Un’ottima soluzione in un momento in cui si affrontano non poche difficoltà per lo smaltimento della frazione dell’ umido. Il sistema del compostaggio domestico imita i processi naturali che trasformano la sostanza organica in humus. Le materie prime per la produzione del compostato sono tutti gli scarti ed avanzi biodegradabili, ovvero aggredibili dai microrganismi: residui di cibo, di frutta e verdura, piante recise, fogliame, sfalci dei prati, erbacce, trucioli. La collocazione ottimale del bidone, composter o compostiera, è nell’orto o nel giardino. Il suo utilizzo è semplicissimo e non reca cattivi odori o moscerini. La maturazione del compost avviene in un periodo variabile tra i 3 e i 12 mesi, a seconda di come si intende utilizzarlo. Il compost è il prodotto finale del processo di trasformazione biologica delle sostanze organiche, che dà vita ad un fertilizzante naturale molto simile all’ humus, utilizzabile per concimare i terreni o i vasi. In molti comuni la compostiera per effettuare il compostaggio domestico viene consegnata gratuitamente; inoltre è applica una riduzione, più o meno del 30%, sulla quota variabile della Tassa sui Rifiuti. Il prossimo anno il Comune di Arpino dovrà indire un nuovo appalto per l’attribuzione del servizio di raccolta differenziata: è bene iniziare a pensare ad idee nuove e risolutive come quella di Erminio e Dirce, i quali ci confermano che non sono i soli ad aver intrapreso questa esperienza, seppur a loro totale carico e senza sconti sulla TARI. Sara Pacitto
