Alatri – Lettera aperta sul Palio delle 4 porte

Andrea Tagliaferri
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Riceviamo e pubblichiamo alcuni stralci di una accorata lettera di difesa della tradizione del Palio delle 4 porte da parte di un concittadino da sempre appassionato di questo evento come di altre tradizioni della città e che individua alcune criticità su cui vale la pena soffermarsi.

“Il Palio delle quattro Porte, ovvero il Palio della Città di Alatri, è sempre stato uno degli appuntamenti più importanti per manifestare, esaltare e promuovere le tradizioni della città […]Questi sono giorni molto importanti per la gente di Alatri, sono molto sentiti dall’intera popolazione in quanto, oltre a rappresentare una forte e grossa tradizione locale il Palio di Alatri ha da sempre magicamente creato “insolite” e “magiche” alleanze tra famiglie, rioni e contrade che in altri giorni non esiste. Dunque tutta la popolazione, amministratori ed organizzatori, vivono o meglio vivevano, un momento di vera e notevole effervescenza. Purtroppo tale fenomeno è andato con gli anni via via scemando sino ad arrivare ad oggi ad un vero e proprio travisamento e smembramento del tradizionale Palio delle Quattro Porte di Alatri…” “Io già in tenera età ero uno spettatore del Palio, ricordo che la mattina era tutto un fermento collettivo, si pranzava e poi subito si andava in centro al “Vasone” ove da lì iniziava la rappresentazione. Ricordo un fiume di gente che si diramava per tutto il centro e che i giocatori una volta arrivati a piazza Santa Maria maggiore con la “Forma” la manifestazione non finiva lì, come accade oggi, ma gli stessi ritornavano al “Vasone” accompagnati dal pubblico festante. Questi a mio avviso, erano i tempi in cui l’elemento più importante erano proprio le “Tradizioni”; non si badava alle “Forme…..”, né alle “Balle….”, e né al “Tempo…..”. L’intera manifestazione del Palio delle Quattro Porte trascorreva in allegria, in una gran festa, forte per quello che riusciva a rappresentare per la popolazione coinvolgendola”. “[…] In particolare oggi nel “Palio delle quattro porte” si è accorciato, anno dopo anno, il percorso dello stesso verosimilmente a causa dall’esiguo numero di “balle” messe a disposizione dagli organizzatori/Pro Loco. Tale limitato numero, sempre più esiguo, causa il diretto accorciamento del percorso e di riflesso meno afflusso di spettatori …Credo che continuando così tra un poco di anni questa importante manifestazione sarà limitata alla sola Piazza. Altro elemento che ha di fatto grandemente e definitivamente distrutto le tradizioni del Palio di Alatri è la modifica, sempre da parte della Pro/Loco, del “regolamento”. Tali modifiche sono tutte finalizzate non a migliorare la competizione, ma paradossalmente a far sì che la stessa venga terminata prima possibile. In particolare il nuovo regolamento, oltre che a diminuire da 40 Kg a 30 Kg il peso della “Forma”, ha introdotto assurde regole, in particolare. Da quando esiste il Palio la squadra vincitrice, oltre al bellissimo stendardo, riceveva la “forma” di circa 40 Kg. Dall’anno scorsa la “Forma” viene tenuta dagli organizzatori senza criterio alcuno. In caso di rottura della “Forma” la stessa non verrà sostituita dagli organizzatori, dunque se paradossalmente dopo 4 tiri la “Forma” si rompe vincerà la squadra che, a parità di tiri, è più lontana. E’ facile o meglio comodo organizzare tale evento che dopo mezz’ora termina per la rottura di una “Forma” costringendo tutti a tornare casa.In caso di pioggia la competizione non viene più interrotta per essere poi posticipata, ma bensì termina con la dichiarazione del vincitore la squadra che, sempre a parità di tiri, è più lontana. È sempre più facile e più comodo organizzare un Palio che potrebbe terminare con la nomina di un vincitore solo a causa di un tempo “ballerino” e dunque costringere tutti a tornare casa. In caso di litigi tra giocatori o addirittura spettatori la gara viene annullata. E’ Facile. Dunque se piove la manifestazione non viene più rinviata ad altra data, se i giocatori o il pubblico litiga la manifestazione giunge al termine. Non sarebbe più logico rinviare la manifestazione in caso di pioggia? […] Paradossale e forse ancor più grave è l’art. 15 del regolamento che obbliga di fatto un giocatore a presenziare al pranzo organizzato dalla Pro Loco ed alla cerimonia religiosa. In caso contrario l’intera squadra è eliminata. Eticamente e sotto ogni profilo giuridico tale articolo non trova alcun fondamento ma anzi credo che vada chiaramente in contrasto con quella libertà religiosa e libertà personale tanto e ben garantita dalla nostra Costituzione. […] Mi sento in dovere, quale cittadino ed da sempre amante di questo gioco popolare di fornire con la presente un consiglio alla Pro Loco e di conseguenza agli amministratori, basterebbe poco per dare importanza al nostro Palio come hanno già fatto le altre città!”. Angelo Pietrobono   A.T.
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