La pistola utilizzata da Gianni Paliotta per uccidere i figli Mariano ed Isabella e per suicidarsi era in dotazione, anni fa, alle forze dell’ordine. Un’arma che l’uomo non avrebbe dovuto avere e che non è in vendita.
Su questo aspetto stanno ora lavorando i carabinieri della Compagnia di Pontecorvo e del comando provinciale di Frosinone. Come e perché l’uomo fosse in possesso di quell’arma al momento resta un mistero. Per domani mattina presso la Procura di Cassino è previsto il conferimento dell’incarico, da parte del magistrato, al medico legale che dovrà effettuare l’autopsia sui tre corpi. Il dottor Gabriele Margiotta dovrà ricostruire le dinamiche della morte e se Gianni Paliotta, prima del duplice omicidio e poi suicidio possa aver assunto sostanze alteranti. Resta ancora in stato di choc l’unica scampata alla mattanza di Corso Vittorio: Flora Ciferri, madre dei ragazzi e moglie dell’uomo. ang.nic.
