Cassino – Detenuto incendia cella del carcere, due agenti intossicati

Irene Mizzoni
7 MIn Lettura
E’ accaduto ieri sera. Lo ha reso noto il Segretario Generale Aggiunto CISL FNS,  Massimo Costantino che poco fa ha diramato una nota.

<<Un mese di Agosto davvero rovente per le carceri del Lazio. Ieri sera un detenuto straniero ha incendiato la propria cella nel carcere di Cassino. Conseguenza: una cella incendiata e due agenti intossicati. I due agenti hanno dovuto far ricorso al pronto soccorso e per l’intossicazione sono stati necessari rispettivamente 5 giorni di prognosi. Il detenuto, invece, denunciato all’autorità giudiziaria. Attualmente il carcere di Cassino risulta sovraffollato di più 70 detenuti. Un sovraffollamento di 1.044 detenuti considerato che n. 6.314 risultano essere i detenuti reclusi nei 14 Istituti del Lazio, dato 31 luglio 2018, rispetto ad una capienza regolamentare di detenuti prevista di n. 5.270 . l dato del sovraffollamento è negli istituti di CC Regina Coeli (+337); NC Rebibbia ( + 303); Velletri (+144) , CC Latina (+ 54) e Viterbo (+117), CC Frosinone (+116); CC Cassino (+70); NC Civitavecchia ( +134); CCF Rebibbia ( +77); NC Rieti( +63). Purtroppo – spiega Costantino – quello di ieri sera non è l’unico caso di questi giorni negli istituti della regione Lazio. Due gli episodi in soli due giorni, il 15 agosto, accaduto nel carcere minorile di Casal del Marmo, ed l’altro, 16 agosto, verificatosi nell’ospedale di Rieti dove un detenuto era li piantonato( 3 agenti a Rieti ed 1 a Casal del Marmo). Un detenuto italiano di 30 anni, del carcere NC CC Rieti, ha tentato di evadere dall’ospedale De Lellis ma fortunatamente e grazie alla professionalità del personale di polizia penitenziaria e della vigilanza privata è stato inseguito e poi fermato e quindi il tentativo di evadere non è andato a buon fine – il detenuto con una violenta colluttazione ha procurato al personale di Polizia Penitenziaria, lesioni ed ecchimosi ( 4 giorni e 7 giorni) Detenuto che aveva già creato problemi in carcere il giorno 15 procurando lesioni ad un ispettore giorni (prognosi 10 gg). Apprezzamento da parte della Fns Cisl Lazio al personale di Polizia Penitenziaria e non solo che è riuscita ad evitare una evasione dall’ospedale di Rieti – Solidarietà da parte della Fns Cisl ed una presta guarigione al personale coinvolto ( tre personale quindi feriti in due giorni) – In data 15 Agosto, invece, altro evento nell’istituto romano IPM Casal del Marmo dove verso le 11.30 è scoppiata una rissa,  per futili motivi tra 2 detenuti, un rumeno ed un arabo, entrambi ventenni, nella sezione dei reclusi maggiorenni 18/25 anni in cui viene coinvolto un agente finito al pronto soccorso. Prognosi 25 giorni per lussazione spalla- gli stessi detenuti , unitamente ad altri ,verso le ore 14 hanno dato fuoco all’interno delle celle,prontamente è accorso il personale di Polizia Penitenziaria con estintore per spegnere l’incendio appiccato- Solidarietà da parte della Fns Cisl Lazio al personale coinvolto anche presso l’IPM Casal del Marmo-Roma. Per la Fns Cisl Lazio non possiamo che ripete che chi si rende partecipe di tali atti l’unica scelta possibile è quella di aumentare loro la pena detentiva, oltre a quello di poterli trasferire , come ovvio, in altre strutture detentive >>.   Ad intervenire sulla vicenda anche il Sappe che dice: “Si è sfiorata la tragedia, ieri, nel carcere di CASSINO“. “Colpa e conseguenza della protesta sconsiderata e incomprensibile di due detenuti marocchini, che hanno dato fuoco ad una cella del primo piano del Reparto Isolamento, dando fuoco a tutto quello che vi era all’interno”, spiega Maurizio SOMMA, segretario nazionale per il Laziodel Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo della Categoria. “Sono stati momenti di grande tensione e pericolo, gestiti però con grande coraggio e professionalità dai poliziotti penitenziari. Poteva essere una tragedia, sventata dal tempestivo intervento dei poliziotti penitenziari di servizio nel Reparto e dal successivo impiego degli altri poliziotti penitenziari in servizio nel carcere”. Amara la conclusione del SAPPE: “Purtroppo la Polizia Penitenziaria del Lazio è costantemente esposta a troppi rischi di questo tipo e per far fronte a criticità di questo tipo ci vorrebbe un’adeguata quantità di personale di Polizia per favorire e promuovere l’osservazione e la rieducazione, garantendo allo stesso tempo l’ordine la sicurezza e la tutela dei poliziotti. Pertanto auspichiamo la massima attenzione da parte dell’amministrazione penitenziaria e dagli organi di governo. Ormai non abbiamo più parole per descrivere le criticità delle carceri laziali e le conseguenti pericolose condizioni di lavoro di chi vi lavora, in primis appartenenti alla Polizia Penitenziaria”. “Ogni giorno nelle carceri italiani succede qualcosa, ed è quasi diventato ordinario denunciare quel che accade tra le sbarre”, denuncia Donato Capece, segretario generale SAPPE. “Ogni giorno giungono notizie di aggressioni a donne e uomini del Corpo in servizio negli Istituti penitenziari del Paese, sempre più contusi, feriti, umiliati e vittime di violenze da parte di una parte di popolazione detenuta che non ha alcuna remora a scagliarsi contro chi in carcere rappresenta lo Stato. E’ mai possibile che nessuno, al Ministero della Giustizia e al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, abbia pensato di introdurre anche per la Polizia Penitenziaria ed i suoi appartenenti, per fronteggiare ed impedire aggressioni fisiche e selvagge, strumenti come quelli in uso a Polizia di Stato e Carabinieri, ossia pistola “taser” e spray al peperoncino? Evidentemente le priorità erano e sono altre: come, ad esempio, consentire l’uso della sigaretta elettronica nelle celle o prevedere le “doccette” nei cortili passeggi per dare refrigerio ai detenuti durante i mesi estivi (dimenticandosi per altro, sistematicamente, l’adozione concreta di provvedimenti per il benessere del Personale di Polizia Penitenziaria, specie di quello che vive nelle Caserme…)”.
Condividi questo articolo
Nessun commento